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Gli archi di Mantova: varchi per storie, e per un buon cocktail

A Mantova c’è una forma architettonica davvero inconsueta che cattura l’attenzione dei turisti e degli instagramers. Sono dei cavalcavia esterni, a volte quasi degli archi, che collegano due palazzi storici vicini oppure sui due lati della stessa strada, fino a formare una sorta di Ponte dei Sospiri.

Come i passages parigini raccordano luoghi creando una dimensione onirica e meravigliosa. Ne abbiamo girati un po', per raccontare cosa c'è sotto

Foto di Simone Rega

Si potrebbero definire passages alla parigina perché in fondo la loro funzione è di unire, raccordare e creare una dimensione onirica e un po’ meravigliosa. Ecco il mio percorso attraverso alcuni archi, e alcuni locali sotto le volte della città.

Come i passages parigini raccordano luoghi creando una dimensione onirica e meravigliosa. Ne abbiamo girati un po', per raccontare cosa c'è sotto

Foto di Simone Rega

Si parte da Piazza Sordello. Nel vicolo Bonacolsi, la prospettiva più medievale di Mantova, si scorge lo splendido raccordo che unisce Palazzo Castiglioni alla Cà degli Uberti.

Come i passages parigini raccordano luoghi creando una dimensione onirica e meravigliosa. Ne abbiamo girati un po', per raccontare cosa c'è sotto

Foto di Simone Rega

L’arco è stato realizzato nel Quattrocento ma i palazzi ci raccontano la storia dei Bonacolsi, ovvero la famiglia prima dei Gonzaga. In fondo al vicolo c’è uno dei pochi spazi di coworking in centro storico: l’Officina Creativa Sant’Agnese10.

Come i passages parigini raccordano luoghi creando una dimensione onirica e meravigliosa. Ne abbiamo girati un po', per raccontare cosa c'è sotto

Foto di Simone Rega

L’Officina Creativa, ricavata in un ex convento, è pensata per i liberi professionisti che hanno bisogno di uno spazio in centro, con tutte le comodità del caso: internet, scrivania e la compagnia di altre persone.

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Foto via Web

Prima di uscire dalla piazza un altro cavalcavia dalla storia più intrecciata. La Porta romana della città, ricostruita nel XVI secolo, si trova nel bel mezzo di due palazzi storici, anticamente di proprietà dei Bonacolsi. Ancora loro. Sì perché, attraverso una forte politica immobiliare, avevano acquistato quasi tutti i palazzi del perimetro della piazza. Passati sotto l’arco si consiglia, sulla destra, una fermata alla galleria d’arte Mossini dove vi potete imbattere in dipinti e arredi d’arte dal XVI al XVIII secolo. Dentro si respira l’aria di un mercante d’arte di Anversa del Seicento.

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Foto di Simone Rega

Nella vicina piazza Broletto altra pausa passages. Tra il palazzo del Massaro e il Palazzo del Podestà corre l’Arengario, utilizzato nel Medioevo per i discorsi importanti rivolti al popolo. Passando sotto l’arco dell’Arengario si possono osservare ancora gli anelli da cui condannati venivano appesi per estorcere confessioni. Dalla prospettiva di via Giustiziati un altro cavalcavia, più nascosto dai lavori di restauro, collega il Palazzo della Ragione al Palazzo del Podestà. Qui tutto è un labirinto. Per riprendersi si consiglia una fermata al locale più particolare della città. Il Bar Lasagna o come dicono tutti “il Laso”. Dovete ordinare il drink dal nome che vi mette già ko: il pugile.

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Foto di Simone Rega

Usciamo dal cuore del centro storico in direzione Università. In via dell’Arco, dove pare esserci la sede della Massoneria mantovana, ci si imbatte in un duplice cavalcavia. Prima quello frontale della via omonima e poi girando a destra quello di vicolo Sant’Ambrogio. Così chiamato perché qui era presente una chiesa abbattuta nel 1786. Si propone una fermata gastronomica di classe: Il Cigno si trova all’interno di una casa nobiliare del Cinquecento. Tradizione in chiave chic.

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Foto via Web

L’ultimo passage si trova in via Cappuccine, una traversa di via Trento, che collega il monumentale Palazzo Cavriani al palazzo vicino. Se percorrete via Cappuccine fino in fondo arriverete in Piazza San Leonardo. Qui la città cambia: sulle targhe nomi che raccontano i lavori del passato, più silenzio e vicoli stretti. Ma è un leggero inganno: infatti all’Arci Virgilio potete sentire della buona musica (dentro lo storico Palazzo del Mago) e vedere uno spettacolo al grazioso Teatro delle Cappuccine. Tante Mantova diverse messe in connessione da strade, vicoli e architetture. I passages fanno anche questo.

L'autore: Simone Rega

Guida turistica, blogger, organizza eventi, scrive poesie. Classe 1985. Vive e lavora a Mantova dove si occupa di progettazione. Laureato in storia dell’arte e master in Management e valorizzazione del territorio. Appassionato di storia e di storie. Le colleziona nel suo blog Meraviglia a domicilio.

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