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Benvenuti al Bevabbè, il locale che non ti aspetti in centro a Riccione

In pieno centro a Riccione c’è un locale a metà tra un bistrot, una calle andalusa e un’osteria bolognese. Chiamarlo bar sarebbe riduttivo. Tanti tavolini in legno, tutti diversi, un divano in pelle, un bancone e tanti oggetti. E scritte sparse qua e là, sulle sedie, bigliettini sullo specchio e un menù molto ironico. Di questo posto Riccardo, bolognese doc, appassionato di buon cibo e design, ne ha fatto la sua seconda casa. Una sera lo sono andata a trovare e con la compagnia di una crescentina e di qualche fico appena raccolto mi ha raccontato la sua storia, la storia del Bèvabbè.

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Benvenuti al Bèvabbè!

EVERYDAYLIFE: Quando e perché nasce il Bèvabbè?
RICCARDO: Ho aperto questo locale dopo gli studi. Mi sono laureato in giurisprudenza, studiando anche design, la mia passione. Mio padre, notaio, desiderava che diventassi magistrato, ma dopo gli studi io ho deciso di dedicarmi all’edilizia. Dopo un po’ ho voluto aprire questo locale da zero, senza conoscere nulla, solo con l’amore per il buon cibo. Ho avuto coraggio e ho voluto realizzare il mio sogno. Ho voluto creare un “format”: l’osteria bolognese in chiave bistrot.

Il locale ha infatti la cucina dell’osteria ma l’atmosfera del bistrot, giovane, arredato in modo divertente con un tocco shabby.

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I drink “la Fighessa”, “il Tequilero che non dorme mai” e “l’Aperol impazzito”

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La vera tradizione emiliana

EVERYDAYLIFE: Cosa propone il menù del Bèvabbè?
RICCARDO: Non è un ristorante, non era quello che mi interessava. Facciamo piccola ristorazione, polpette, tartare di carne, salumi e formaggi di alta qualità, quasi tutti presidi slowfood. Tutto, o quasi, della vera tradizione emiliana. Io sono bolognese e credo molto in questa cucina e nei suoi prodotti.

Mentre mi racconta queste cose penso che il menù del Bèvabbè sia anche un grande atto di coraggio, oltre che un atto di amore per la città di Bologna.

Collaboriamo poi con Moreno Cedroni, chef stellato: da lui acquistiamo marmellate che rivendiamo e tranci di pesce spada affumicato.

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Bèvabbè presidio dello slowfood

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A metà strada tra un bistrot, una calle andalusa e un’osteria bolognese

EVERYDAYLIFE: Perché questo nome? (Gli chiedo sorridendo)
RICCARDO: Il motivo è proprio questo, fa sorridere le persone, volevo un locale ironico, colorato e divertente. Dal menù alle scritte sulle sedie è tutto puntato sul divertimento. Il barista è “Gatto Silvestro”, tra i drink “la Fighessa”, “il Tequilero che non dorme mai”, “l’Aperol impazzito”. Adesso questo locale è casa mia, anche se sono bolognese non potrei fare a meno del mare di Riccione.

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Chiamarlo bar è riduttivo

EVERYDAYLIFE: Cosa propone il locale, al di là del menù? Cosa trovano di diverso le persone che vengono?
RICCARDO: Il mio locale è un misto di stili, è un’osteria bolognese ma anche un bistrot francese e un locale andaluso. È un posto dove l’attenzione è puntata su ogni dettaglio e dove ogni dettaglio contribuisce a renderlo quello che è.

EVERYDAYLIFE: Il locale ha ricevuto il terzo premio dei Bar Awards 2015, ce ne parli?
RICCARDO: Siamo stati iscritti a questa manifestazione, è un premio che vuole valorizzare la professionalità e l’innovazione dei bar, locali e ristoranti, abbiamo vinto il terzo posto come “Locale rivelazione dell’anno” a Milano. A ritirare il premio sono andati i ragazzi che lavorano con me, una grande soddisfazione per tutti.

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Vincitore al terzo posto ai Bar Awards 2015 come “Locale rivelazione dell’anno”

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Ogni angolo ha la sua storia

Chiacchieriamo a lungo di vari argomenti, in particolare di cibo, poi io mi fermo a fare un po’ di foto. Ogni angolo di questo posto è studiato, nel suo apparente caos. Di questo locale ne parlerò a tanti, non fosse altro per il suo nome che fa sorridere solo a pronunciarlo.

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Credits delle foto: Claudia Casadio

 

L'autore: Claudia Casadio

Claudia Casadio è un architetto appassionata del mondo del food. Adora viaggiare e il suo blog è nato durante il suo anno di studi in Francia. Si definisce vagabonda perché ancora non si è stabilizzata da nessuna parte. Con base a Ravenna si è sempre spostata per periodi più o meno lunghi, sempre armata di reflex e taccuino.

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