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Bologna, la città vista con gli occhi di cinque ragazze fuorisede

Elly lavora a Bruxelles ma, solo qualche anno fa, ha frequentato la Facoltà di Giurisprudenza di Via Zamboni 22 a Bologna, città che ha nutrito la sua profonda passione politica e civica. La incrociavo spesso in pausa pranzo nei bar della zona universitaria di Piazza Giuseppe Verdi. Ogni tanto si confondeva nell’andirivieni di studenti in protesta, oppure si sedeva vicino al Teatro Comunale su una panchina di Largo Respighi sotto gli alberi svettanti e carichi di ginkgo biloba. Era sempre in un altrove telefonico. La vedevo allontanarsi su Via de’ Castagnoli e Via delle Moline fino alla finestrella segreta sul fiume, in via Piella 5. Da quel punto preciso, affacciandosi tra i palazzi, guardava scorrere uno dei pochi corsi d’acqua rimasti attivi. La piccola Venezia bolognese, un quadro inatteso sul canale.

Foto di Eva Laudace

Arianna è marchigiana, ha finalmente comprato una casa tutta sua, nel quartiere Porto-Saragozza, ma poi l’ha dovuta affittare perché è stata trasferita a Parma. Ogni giorno cerca una scusa diversa per tornare da quelle parti e, nel dubbio, tiene la valigia pronta nel baule della sua automobile. Durante il fine settimana vuole camminare sotto tutte le oltre seicento arcate del portico più lungo del mondo, verso il santuario della Beata Vergine di San Luca. A 42 metri sul livello del Colle della Guardia c’è una panoramica unica di Bologna, a 180 gradi. Dalla fermata degli autobus di Villa Spada, in Via Saragozza, si può usare il servizio di linea 58 Cosepuri, ma lei preferisce raggiungerlo a piedi. Ovviamente non la accompagna nessuna delle sue amiche. Chiede la grazia da sola come un vero e proprio pellegrino del sabato pomeriggio.

Foto di Eva Laudace

Paola, detta Paolona, abita a Bologna da dieci anni eppure vorrebbe tanto dormire nel noto bed & breakfast di via Sant’Alò 7, nella Torre Prendiparte, seconda in altezza alla Torre degli Asinelli. Un rifugio esclusivo tra i vicoletti del centro storico per sessanta metri di pura emozione. È appena rientrata da un viaggio a New York City e nella piazzetta antistante alla torre, con la testa tuttora per aria, cerca la terrazza panoramica del dodicesimo piano, già certa che sarà il posto del cuore. Aspetta solo che ce la porti il suo ultimo amore! Di quello però non c’è ancora traccia.

Foto di Eva Laudace

Ho conosciuto Martina in un locale nuovo di zecca, Gesto in Via Porta Nova 4. Vive in città da pochissimi mesi. Si può dire che di Bologna ha visto poco e niente. Non ha neanche idea di cosa sia il polleggio. Un giorno però con i miei amici l’abbiamo portata a pranzo fuori porta in un piccolo podere di provincia, Ca’ Quercia Buca, nella collinetta sopra San Lazzaro, tra Botteghino di Zocca e Pianoro. Nella gita in macchina ci siamo persi, guidava mia sorella. Intorno a noi solo campi e calanchi. Una meraviglia. Comunque lei avrebbe preferito vedere una piscina in pietra, invece di quella collina immacolata. Mi sono accorta che ha fotografato una margherita e non le ha staccato alcun petalo.

Foto di Eva Laudace

Eva. La conosco da una vita. Scrive che i posti hanno memoria e che bisognerebbe avere case mobili da portare sempre in tasca e altre braccia in funzione d’affitto. È una decisamente poetica. Nell’immaginario di molti vive in una conchiglia in riva al mare, in realtà sta in fissa da anni con il quartiere periferico Savena e la stazione di San Ruffillo. È una zona lontana dal caos urbano. La sua è una Bologna privata che si addormenta ogni sera sulla finestra della cucina.

Foto di Eva Laudace

L'autore: Eva Laudace

Eva Laudace (Vasto, 1983) è ingegnere e fotografa. Collabora con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Vincitrice di InediTO-Premio Colline di Torino, nel 2013 pubblica sua opera prima "Tutto ciò che amo ha dentro il mare" (La Vita Felice, 2013).

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