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Brescia underground, un viaggio nel ventre della città

Ogni città ha i suoi misteri, le sue leggende metropolitane e le sue storie, tramandate di generazione in generazione. Si pensi ai fantasmi che vivono nella metropolitana di Londra, ai coccodrilli che sguazzano nelle fognature di New York o al povero toro che si fa calpestare gli attributi da migliaia di persone ogni giorno, in centro a Milano, in cambio di un po’ di fortuna. Mi piace pensare che qualcuno di questi racconti sia vero, ispirato da avvenimenti reali e verificati.

Il fiume Celato Credit: Pagina Facebook Brescia Underground

Il fiume Celato

D’altronde, ogni storia si basa su luoghi esistenti, reali, tangibili, e fa leva su esperienze mitiche ed incredibili, ma comunque lontanamente plausibili. E se vi raccontassi di una porta rossa, a pochi passi da Piazza Vittoria, a Brescia, che cela un mondo sotterrano…che mi direste? Mi dareste del bugiardo? Del cantastorie? Beh, sì, come biasimarvi? Eppure vi dovreste ricredere: la fantomatica Porta Rossa esiste ed è a pochi passi da Piazza Vittoria, chiusa sul mistero di una città invisibile ai più. Ne hanno le chiavi i ragazzi dell’Associazione Brescia Underground, che da un decennio svolge ricerca, esplorazione e documentazione del sottosuolo della città, mappando e documentando una Brescia che “un tempo era come Venezia”. Strano, vero? Sì, specialmente per chi è abituato a girare la Leonessa con i piedi ben saldi sull’asfalto.

La Roggia Canevrella Credit: Pagina Facebook Brescia Underground

La Roggia Canevrella

Tuttavia, sotto la nostra città esiste un mondo antico che vive, silenzioso, cadenzato dallo scorrere dei suoi antichi corsi d’acqua. Una Brescia fatta di torrenti dai nomi leggendari, cunicoli, acque limpide e segni di storia. Perché sì, Brescia, un tempo, coi suoi canali e ponti, faceva dell’acqua il fulcro della propria economia.

Il ponte canale del fiume Bova Credit: Pagina Facebook Brescia Underground

Il ponte canale del fiume Bova

L’ho esplorata io stesso, una domenica mattina, grazie alle visite guidate organizzate dai ragazzi dell’Associazione, e ne ho scoperto un volto che non conoscevo. Il percorso, non troppo impegnativo ma comunque divertente, prevede due orette a scorrazzare tra gli antichi canali sotterrati da secoli, leggendo dal terreno gli avvenimenti principali della città ed esplorando “dal di sotto” una storia troppo ricca per essere dimenticata. Ed ecco quindi che la simpatica guida, armata di gambali, casco, guanti e torcia, ci ha condotti dalla luce alle tenebre, dalla Brescia contemporanea all’epoca Napoleonica, dall’impero romano alla Serenissima Repubblica. Abbiamo esplorato canali che fino a tre secoli fa scorrevano alla luce del sole, facendo da motore economico per artigiani e opifici che vivevano sulle rive dei medesimi. Due ore di esplorazione con un punto di vista totalmente ribaltato sulla città e sulla storia, prima di uscire “a riveder le stelle”.

BUCS by The Street Propaganda Credit: Pagina Facebook Brescia Underground

BUCS by The Street Propaganda

Se anche tu volessi provare questa splendida esperienza, puoi prenotare oggi stesso. Ti bastano jeans con cintura, felpa, k-way, guanti, due paia di calze e una torcia elettrica comune, mentre i gambali e i caschetti vengono forniti dall’Associazione. Possono partecipare alla visita le persone dai 12 fino ai 65 anni. Attenzione, non esiste un calendario prefissato per le visite. Prenota ora sul sito Brescia Underground per trascorrere un paio d’ore immerso nell’avventura e nella storia, toccando con mano i tratti della leggenda.

I banditi del XXI secolo Credit: Pagina Facebook Brescia Underground

I banditi del XXI secolo. 

Credits delle foto: Pagina Facebook Brescia Underground

L'autore: Michele Pagani

Michele Pagani è consulente di digital strategy, mobile e web marketing. Ex research assistant presso l'Università Bocconi di Milano, vanta una profonda conoscenza del mondo digital. Ha all'attivo il lancio di due startup ed è cofondatore della web agency NPCREW. Viaggia ogni volta che può, adora i burritos, le discese in neve fresca e i Sigur Ròs.

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