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Storie, e maschere, dal Carnevale di Viareggio

Dal 2012 visito e vivo il Carnevale di Viareggio grazie all’amicizia con Elodie Lebigre e l’eccezionale famiglia Lebigre e Roger, che quest’anno ha costruito il carro Adelante, dedicato a Frida Kahlo. Vivere questa manifestazione è una delle avventure più pazzesche che mi siano capitate.

Da 144 anni il Carnevale colora Viareggio per il mese che precede il martedì grasso: quest’anno i corsi mascherati sono iniziati il 9 febbraio, e terminati il 5 marzo. Gli imponenti carri di una decina di metri che sfilano in passeggiata sono preceduti e animati dalle maschere: ogni carrista ha il suo gruppo di figuranti che dall’autunno si preparano per raccontare e amplificare il messaggio del carro tramite vere e proprie performance sul carro stesso e a terra.

Viareggine e non, le maschere attendono con suspense durante l’estate la presentazione dei bozzetti dei carri, per scoprire la nuova costruzione satirica e allegorica che i loro carristi hanno creato e che ispirerà il lavoro dei loro mesi autunnali in preparazione alle sfilate. Ma che storia hanno queste maschere?

 Chi c'è dietro le maschere del carnevale di Viareggio? Una galleria di ritratti e di racconti da uno dei carnevali più importanti d'Italia

Foto via Facebook

Per Patrizia la passione è nata in famiglia, suo nonno aveva una coppia di buoi maremmani e negli anni ‘30 portava i carri. Lei non l’ha conosciuto, ma si è sempre sentita orgogliosa delle sue radici. Non riesce a spiegare l’emozione che prova durante l’alzabandiera, ma mentre ne parla le brillano gli occhi.

Chi c'è dietro le maschere del carnevale di Viareggio? Una galleria di ritratti e di racconti da uno dei carnevali più importanti d'Italia

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Svetlana è nata a metà febbraio e ha sempre festeggiato il compleanno a Carnevale. Da otto anni condivide questa tradizione con la Compagnia del Carnevale Lebigre e Roger “miglior modo di festeggiarlo non c’è. Per me è il mese della rinascita, come i fiori a primavera io sboccio a carnevale, periodo di spensieratezza e trasformazione. Ho ricordi di bambina dei profumi delle stoffe degli abiti che confezionava mia madre sarta. Un anno fece la mascherata del rione darsena, dei bellissimi vestiti da spagnola: che felicità, per la prima volta sfilavo anch’io. Il mio sogno è un abito da damina e partecipare al carnevale di Venezia”. Per Catia il carnevale così come è concepito a Viareggio va di pari passo con la fotografia: “Mi piacciono i particolari ma adoro l’atmosfera che crea prima, durante e dopo i corsi, così come la struggente attesa del verdetto. Preferisco fotografare le emozioni delle persone che contribuiscono a render bella questa manifestazione, un carpe diem pieno di coriandoli.”

Chi c'è dietro le maschere del carnevale di Viareggio? Una galleria di ritratti e di racconti da uno dei carnevali più importanti d'Italia

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Marzia la prima volta era su un carro del rione dei Fiori, “vestita di fiori e gioia e musica e festa”, e da Viareggina “nasce, cresce e respira carnevale”. Sin da giovanissima ha organizzato feste rionali e partecipato ai festival di zona, come le Canzonette. La massima soddisfazione per lei è riuscire a esprimere il suo concetto di carnevale tramite la Compagnia.
Cecilia è di Roma, e si è trasferita vicino a Viareggio per il suo lavoro d’attrice, entrando poi a far parte del mondo della Compagnia del Carnevale, dove “regna la creatività e dove la vita è Arte”. Le piace questa dimensione raccolta dove una festa diventa un evento unico, impossibile da riproporre in una grande città, e per il suo mestiere di attrice la sfilata di carnevale è un importante arricchimento.

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Anche Karolina è nata a inizio anno e fa parte delle maschere del carro del costruttore Avanzini, “il mio primo carnevale partecipato è stato nel mio primo mese di vita e la tradizione in casa mia era ancora più antica. Praticamente sono nata tra le maschere, ho fatto i miei primi passi nei baracconi che a quel tempo erano in via Cairoli. Mio papà divideva il suo tempo libero tra la musica lirica e il carnevale, profumava di note e di colla di farina. La mia passione per il carnevale nasce da lì, ho il coriandolo nel sangue. Il mio carnevale poi si è evoluto e oggi lo amo più che mai, amo queste opere d’arte, questo teatro viaggiante, questo mondo magico e istrionico”.

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Elisa fa parte della Compagnia del Carnevale dal 2015, “vivo e mi alimento dello spettacolo che sto dando al pubblico. È una linfa vitale”. Il carro che sogna di fare è “il prossimo che faranno i Lebigre”, il ricordo più bello la partecipazione al carnevale di Ningbo, in Cina, a fine settembre 2018, in cui i figuranti dei carristi Avanzini e Lebigre insieme a figuranti francesi, ungheresi e spagnoli hanno intrattenuto il pubblico con due spettacoli al giorno per sei giorni.

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Stefano ha iniziato a fare la maschera nel 2010, prima su quello del costruttore Politi, poi Vannucci e infine la Compagnia del Carnevale Lebigre e Roger. “Durante il periodo del carnevale la città si trasforma in maniera bella – dice – ma ciò che la caratterizza è la spensieratezza e l’allegria dei Viareggini: il carnevale è simbolo di rinascita e le persone rispolverano le emozioni sopite durante l’anno, si sentono libere di vestirsi come vogliono senza giudizio, esorcizzano la paure di sentirsi un’altra persona. Vivono uno spazio artistico che durante il quotidiano non riescono a esprimere.”

Chi c'è dietro le maschere del carnevale di Viareggio? Una galleria di ritratti e di racconti da uno dei carnevali più importanti d'Italia

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Le giornate di carnevale iniziano ben prima del corso: i visitatori arrivano già la mattina alla Cittadella del Carnevale per visitare gli hangar in cui i carri vengono costruiti e vedere queste creazioni giganti uscire dalla Cittadella e incamminarsi una dietro all’altra verso la postazione in passeggiata.

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La Cittadella è visitabile anche durante l’anno, all’interno c’è un museo che narra la storia della manifestazione. A fianco del museo, nell’hangar numero 16 l’Espace Gilbert ospita diversi elementi delle costruzioni degli anni passati divisi per aree tematiche, troverete ad accogliervi la maestosa ballerina di Gilbert Lebigre, Corinne Roger e Arnaldo Galli, che faceva parte del primo premio assoluto del Carnevale 2004, il carro “Scusate se ci divertiamo, balla che ti passa”. Lo spazio è dedicato a Gilbert Lebigre e “a tutti i Maestri che hanno fatto la storia del Carnevale di Viareggio” e la mostra vedrà alternarsi ogni anno elementi diversi dei carri.

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E dopo il corso? Le maschere consigliano Fauzia “per le frittelle di riso e per i bomboloni alla crema, che per tradizione (vecchia e bellissima) lancia (non metaforicamente) alle maschere sul carro”, Quattro venti, Carmencita e Fappani. Per una colazione a tema al New Bar Vittoria al Lido di Camaiore la schiuma dei cappuccini diventa tavolozza per la riproduzione dei carri di appartenenza delle maschere o di Burlamacco e Ondina, padrino e madrina della manifestazione. Non vi è venuta voglia di organizzarvi già per il prossimo anno? Le date del 2020 sono già online.

L'autore: Nicole Brena

Fra un copy e l’altro in Gummy Industries, la potete trovare al Fumetto di Lucerna e su lospaziobianco.it. Nel 2015, con un team di intrepidi lavoratori dello spettacolo, ha fondato pLayUp. Cultrice delle chiacchiere di fronte a un buon bicchiere di vino, è profondamente innamorata della Compagnia del Carnevale di Viareggio, con cui vive meravigliose avventure.

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