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Storia da Cinemaniaci, il cinema all’aperto di Piacenza

Siamo sul terrazzo di casa sua, a Piacenza. Vittorio Fusco è un veterinario. Né lui né la sua passione per la settima arte nascono qui. Entrambi arrivano da Trento e si sono trasferiti in questa città sulla riva meridionale del Po. L’appartamento nasconde qualche cimelio, come la “pizza” 35 millimetri di Nitrato d’argento, ultimo film di Marco Ferreri il cui tema è la transizione da pellicola a digitale.

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Poco sopra, i miei movimenti non sfuggono agli occhi fissi di Charlie Chaplin. Di fronte al divano uno schermo di proiezione avvolgibile trasforma il salotto in una piccola sala cinematografica. Un assaggio del sogno che Fusco custodisce nel cassetto. «Quello di fondare un piccolo cinema – dice – per proiettare film e organizzare cineforum». Che poi è anche un ricordo di gioventù. «A Trento c’era una sala, di quelle con le sedie di legno, piccolina. È lì che a 12 anni ho scoperto il Macbeth di Roman Polanski, poi Bergman, e poi Truffaut, il mio preferito».

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Vittorio Fusco, abitué dei Festival di Venezia e Locarno, è una delle anime dei Cinemaniaci, che insieme all’Associazione Italia-Cuba organizza una rassegna sul cinema dell’isola caraibica: «Abbiamo portato al pubblico film come Soy Cuba, un gioiello di Michail Kalatozov del ‘64, mai apprezzato e riscoperto solo trent’anni dopo da Martin Scorsese». E che organizza il cinema estivo all’aperto, quando l’Arena Daturi – quest’anno da luglio a settembre – si trasforma in una Lanterna Magica.

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Dopo la proiezione, il vicino Lan Modern Bohemian è il locale imprescindibile per chi intende assaggiare cocktail di qualità.

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Da queste parti il cinema ha generalmente prediletto la provincia alla città.

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Ma vicino l’Arena Daturi si nasconde il piccolo bar che è stato set di un’importante scena dei Pugni in Tasca, il film d’esordio di Marco Bellocchio nel ‘65. Oggi si chiama Bar Pontieri, all’epoca era di proprietà di un uomo chiamato Gigi. Ci trovavi il migliore gelato della città. Solo tre gusti: crema, limone, cioccolato, serviti in coppe di champagne argentate e gustati tra i tavolini dove, nel film, si consumava il rapporto malato di Ale e Giulia.

Abbiamo incontrato Vittorio Fusco, una delle anime di Cinemanici, per farci raccontare i luoghi più cinematografici della città

Nel 1994, a Piacenza, si gira Belle al Bar, diretto da Alessandro Benvenuti e con Eva Robin’s. «Un film più leggero – dice Fusco – con diverse scene ambientate nel Grande Albergo Roma», al cui ultimo piano oltre all’aperitivo si sorseggia, dall’alto, la città. Riguardo al set ideale per un film ambientato a Piacenza, Fusco ha pochi dubbi: «Il Po, che ne forma il carattere». Dell’idea era anche Mario Soldati, che nel 1957 con tutti gli interpreti di Italia Piccola era ospite a Piacenza, all’Albergo Croce Bianca. Il film si girava nella vicina Arena Po, mentre la prima fu al cinema Politeama di Piacenza, presenti oltre al regista anche Enzo Tortora, che faceva parte del cast, e Nino Rota, autore della colonna sonora. Italia Piccola ora non esiste più, è scomparso il negativo originale e con lui ogni copia. Come se il film fosse stato portato via dalla corrente di quel Po che ha cercato di raccontare.

L'autore: Filippo Lezoli

Giornalista, si interessa di arte e dintorni. Gli piace camminare per le strade raccogliendo appunti, osservare le persone e lasciarsi attrarre dai luoghi. Perché, scriveva Caproni, "non sei mai dove sai".

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