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CO+: il coworking innovativo nel cuore di Padova

Lo sapevate che Padova è nota anche come la città dei tre senza?

Il motivo è presto detto, infatti ospita:

Insomma, metafore! Ma Padova non è certo sinonimo di mancanze.

Negli ultimi anni, ad esempio, non sono mancate le competenze e il senso pratico di un gruppo di ricercatori che ha pensato di dare nuova vita a spazi abbandonati ed edifici senza identità.

La Società Cooperativa EST è riuscita a concretizzare una serie di progetti basati sul senso di condivisione di cui tanto si sente parlare, con l’obiettivo di recuperare quelle zone di Padova dismesse a causa della crisi economica.

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Ma lasciamo la parola a Diego Di Masi, presidente di EST:

EVERYDAYLIFE: Ciao Diego, raccontaci come tutto ebbe inizio.
DIEGO: Direi che il nostro percorso è iniziato con la fondazione della cooperativa nata nel 2013. L’acronimo richiama sia la collocazione geografica, sia i tre ambiti dei quali vogliamo occuparci: educazione, società, territori.

L’idea nasce dalla fusione di due anime: consulenza e ricerca.

Le figure professionali che operano all’interno della nostra organizzazione provengono infatti da settori diversi: una parte si occupa di ricerca all’università, con particolare attenzione agli studi relativi all’area educativa, sociale e di rigenerazione urbana; l’altra parte del team era precedentemente impegnata nella consulenza e si è formata nell’ambito dell’organizzazione aziendale e ingegneria.

Due anime che si sono fuse in un percorso che aveva come obiettivo la rigenerazione territoriale.

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EVERYDAYLIFE: Cosa si intende per rigenerazione territoriale?
DIEGO: Mi riferisco all’attivazione di percorsi che hanno l’obiettivo di trasformare spazi abbandonati, perché consumati ed esauriti, in luoghi dove tornare a condividere e promuovere nuove relazioni.

La sfida è tentare di rigenerarli cercando di valorizzarne la vocazione per cui erano nati e le loro potenzialità latenti attraverso interventi di tipo comunitario.

Per raggiungere i nostri obiettivi è fondamentale mettersi in gioco. Abbiamo scelto Piazza Gasparotto a Padova, a duecento metri dalla stazione ferroviaria. Una piazza svuotata con l’arrivo della crisi economica, nota purtroppo per il degrado e lo stato di abbandono. Ci siamo detti: era uno spazio orientato al lavoro, perché non tentare di riportarlo sulla piazza?

E così abbiamo aperto CO+  un coworking, un presidio permanente, un innesco. Il nostro approccio prevede il coinvolgimento diretto dei soggetti impegnati nella rigenerazione e abbandona la logica degli interventi spot calati dall’alto.

Il coworking ospita oggi postazioni individuali e postazioni aziendali e offre la possibilità di essere utilizzato 24 ore su 24. È come se il lavoratore che decide di usufruire del servizio diventasse socio della cooperativa: noi ti diamo le chiavi e tu gestisci lo spazio come meglio credi.

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In questi anni la nostra semplice presenza ha permesso l’arrivo di nuove realtà associative, come HUB, il Gaspar’orto e Civico 9-10, che stanno trasformando il volto di piazza Gasparotto.

Insomma, Diego e il suo team hanno dato vita ad un progetto che è cresciuto negli anni arricchendosi di nuove iniziative e collaborazioni. Quest’anno, grazie al finanziamento ricevuto con il bando Culturability, si realizzerà LAB+, un progetto che vedrà Piazza Gasparotto al centro di nuove iniziative, culturali, sportive, sociali e imprenditoriali!

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L’associazione ha inoltre messo in piazza (nel vero senso della parola) una nuova concezione di lavoro rivista in chiave innovativa, alla quale è stata offerta concretezza.

Perché si fa un gran parlare di tutte quelle nuove forme di lavoro che, servendosi di strutture organizzative innovative, potrebbero aumentare la qualità della vita delle persone e ottimizzare i costi delle aziende.

E CO+ è riuscita a farlo davvero: creando uno spazio aperto alle idee e alla collaborazione, dalla quale trae indubbiamente vantaggio chi vuole arricchire la propria esperienza lavorativa.

Andate e vedere con i vostri occhi, a Piazza Gasparotto numero 7.

Credits delle foto: pagina Facebook CO+

L'autore: Serena Spitaleri

Forgiata dall'Etna a metà degli anni '80, dal quale ha ereditato la vulcanica personalità. Gioca da parecchio tempo a pallavolo, estremamente convinta di riuscire a fare troppo in un giorno, crede oltremodo nella comunicazione. Sognatrice non ancora divenuta cinica, sostenitrice della leggerezza, serena, sempre.

Padova è la città dei tre senza, ma si tratta di metafore, non manca niente. Anzi, c’è un gruppo di ragazzi che fa rinascere le zone dismesse, donando nuova vita a edifici senza identità. Scopri di più.

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