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Cremona dolce: una pasticceria, un chocolat café e un tramonto

Lorenzo vive a Milano da quando ha iniziato l’università, ma Cremona gli manca tutti i giorni. Gli manca, soprattutto, la calma. Quella che regna sovrana nelle via della città a ogni ora della giornata, che gli ha sempre permesso di mantenere il senso della sua individualità e che cozza con una Milano affollata e caotica che ogni giorno lo risucchia tra la folla. Dice che i cremonesi la vogliono così, Cremona. Tranquilla. Ed è quella che cerca, quando torna a casa nel weekend.

Dalla pasticceria Biancaneve al Chocolat Cafè, fino al Lungo Po: tre cremonesi che abitano altrove, raccontano i luoghi in cui amano ritornare

Foto di Andrea Taietti

Per questo, ogni domenica mattina, si ferma in Piazza Cittanova. Alle undici, si trova con gli amici del quartiere. Restano tutti lì in piedi, dritti come le colonne bianche che sorreggono la facciata di Sant’Agata, a raccontarsi come è andata la settimana. Al centro della piazza scorre via Garibaldi, che, poi, li conduce, in pochi minuti a piedi, unendosi a corso Campi, in pieno centro. La domenica mattina è percorrendo questo tratto assolutamente irrinunciabile, che si può sentire l’aria calma di Cremona sulla pelle, e fermandosi, qualche metro dopo Sant’Agata, nella Pasticceria Biancaneve, fare una tranquilla e ottima colazione, come ogni cremonese che si rispetti. I mignon proposti, poi, sono piccoli peccati di gola che vi saranno sicuramente perdonati.

Dalla pasticceria Biancaneve al Chocolat Cafè, fino al Lungo Po: tre cremonesi che abitano altrove, raccontano i luoghi in cui amano ritornare

Foto via Facebook

Anche Marco si è trasferito a Milano per l’università, ma, a suo modo, si considera un pendolare, tornando a Cremona, a cui resta molto legato, tutti i fine settimana. Lo stesso forte legame lo porta a frequentare, ogni volta che ne ha occasione, il Chocolat Cafè, in pieno centro. Affacciato sui giardini di piazza Roma offre vasta scelta di birre alla spina, 10 diverse tra belghe, tedesche e italiane artigianali. Marco va matto per la Carlo V, una bionda belga che colpisce per il finale secco, nonostante le note di miele che accompagnano il gusto speziato. In città la trovate solo lì. Se avete fame, poi, provate le patate al forno, gli assidui frequentatori sostengono siano le migliori che possiate mai mangiare. Marco ama andarci perché non lo obbliga a fare programmi. Sa che quando va al Chocolat incontrerà sicuramente qualcuno, il locale è molto frequentato, magari che non vede da tanto. Ci riassapori casa, dice, sin dalla prima volta che varchi l’ingresso.

Dalla pasticceria Biancaneve al Chocolat Cafè, fino al Lungo Po: tre cremonesi che abitano altrove, raccontano i luoghi in cui amano ritornare

Foto di Andrea Taietti

Chiara, invece, è tanti anni che non vive più a Cremona. Ha iniziato a girare il mondo per la danza, vivendo un anno anche a New York, e ha finito per trasferirsi a Crema per amore. Ha pezzi di famiglia sparsi tra Europa e Africa, ma Casa è sempre quella a quattro piani appena fuori dal centro di Cremona.

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Foto di Andrea Taietti

Ogni volta che torna in città ama andare al Lungo Po, dove, in contrasto con la calma del centro, si può fare di tutto, tranne che annoiarsi. Cimentarsi in qualsiasi tipo di sport di squadra, grazie ai numerosi campi da gioco presenti nel parco, fare jogging, andare in bicicletta o fare lunghe passeggiate tra i viali alberati. O ci si può sedere su una delle tante panchine, o in mezzo al prato, magari a guardare le squadre di canottieri allenarsi lungo il fiume o a leggerle un buon libro. Un po’ come Chiara, che quando era al liceo si portava i testi di scuola ed era come fosse camera sua, solo un po’ più grande. Studiava, scherzava con le amiche e fumava di nascosto le sue prime sigarette. Tanto il fumo si perdeva nella nebbia.

L'autore: Andrea Taietti

Ha frequentato la Scuola Holden di Torino. Per l’Eco di Bergamo si occupa di cronaca, sport e cura la rubrica “Bergamo senza confini”, storie di bergamaschi che lavorano all’estero. Scrive racconti e sta lavorando al suo primo romanzo.

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