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Sentirsi FuoriLuogo ad Asti

Prendete quattro ragazzi, provenienti da realtà diverse eppure complementari. Aggiungete una struttura nel cuore di Asti, abbandonata da tempo e pronta ad ospitare qualcosa che prima non s’era mai visto. Mescolate tutto con storie belle, con personaggi e mondi che hanno qualcosa da raccontare. Il risultato sarà FuoriLuogo, una realtà associativa nata nel 2016 e che dal marzo 2017 ospita eventi, concerti, serate ed incontri, permettendo al panorama astigiano di arricchirsi di una meravigliosa opportunità di cultura a trecentosessanta gradi.

A stupirmi, una volta varcata la soglia d’ingresso, in via Enrico Toti, è proprio la struttura che ospita l’associazione: alta, ampia, illuminata e ricca di tanti diversi angoli, dedicati alla caffetteria, alla lettura, al coworking. “Questo era uno spazio in disuso da quarant’anni – mi spiegano Riccardo e Marco, due dei quattro soci fondatori – e ad inizio ‘900 era una palestra, poi diventata un magazzino abbandonato. Quando siamo arrivati e abbiamo deciso di far nascere FuoriLuogo, ci siamo trovati in una struttura in cui mancavano anche le utenze. Ma il posto ci piaceva, così siamo partiti da zero”. Un grande contenitore dalla storia affascinante, che ospita al proprio interno molte, diverse possibilità.

“Inizialmente – spiega Marco – il progetto è stato presentato in Regione come una costola del Circolo dei Lettori, anche se poi il percorso è stato leggermente diverso. C è stata chiesta l’autosostenibilità economica, è nata la caffetteria all’interno della struttura, sono partite le prime collaborazioni ed i primi incontri: siamo cresciuti, insomma”.

Una realtà in cui pare esserci spazio per tante cose: la musica, ovviamente – con concerti di gruppi, stranieri o locali, uniti dal fil rouge della qualità, ma anche presentazioni di libri, narrazioni sportive, incontri culturali e mostre d’arte. “Abbiamo pensato che Fuori Luogo dovesse ospitare molte realtà valide e diverse – prosegue Riccardo – c’è la sezione letteraria, per la quale si progettano incontri e che può contare su un bookshop permanente in cui trovare opere di case editrici indipendenti e di qualità. Mi riferisco a 66thand2nd, Minimum Fax, Racconti, Atlantide. La musica, invece, trova spazio nei live-set e nei concerti, che propongono al pubblico uno spirito nuovo, un respiro internazionale. Ci sta a cuore dare spazio a realtà che abbiano uno spirito, una qualità, dei racconti, una passione da trasmettere. Proprio per questo abbiamo stretto importanti collaborazioni con realtà del calibro di Jazz Re:Found e Alliance Française, capaci di portare in una realtà di provincia un respiro nuovo e diverso”.


La collaborazione è un altro importante tassello di FuoriLuogo: non a caso, al piano superiore della struttura, c’è un’area di coworking, attrezzata e organizzata per unire le diverse sfaccettature di una realtà provinciale. “Inizialmente – spiega Marco – la zona coworking è stata utilizzata di più come un’aula studio, ben accolta dagli studenti. Abbiamo impiegato qualche tempo per far sì che prendesse piede l’idea del coworking, ma oggi viaggiamo a pieno regime e l’utenza pare essere molto soddisfatta”.

Mi guardo intorno, mentre silenziosamente passeggio per la struttura: accanto ai tavoli – puliti, ordinati, semplici – si trovano alcune sdraio da spiaggia, messe ai lati di una scacchiera davvero particolare. Qualche metro più in basso, nell’area bookshop, accanto a libri più di nicchia, difficili da trovare nelle grandi librerie commerciali, due poltroncine e un tavolinetto in cartone pressato riescono nella difficile impresa di rendere domestica una struttura industriale.

Al bar la gente chiacchiera, ordina cappuccini da portare al tavolo, si ferma ad osservare i prodotti – anche loro con una storia unica, particolare, in pieno stile FuoriLuogo – esposti e pronti per essere venduti. In fondo, nella parete opposta all’ingresso, un palco semplice, decorato con due poltroncine bianche e alcuni disegni rossi, salta all’occhio senza imporre la propria presenza, come a dire “c’è spazio per tutti, qui”.

“All’inizio era una scommessa – concludono i due soci – perché se era prevedibile un afflusso da week-end, nelle giornate di venerdì e sabato, non potevamo aspettarci una risposta altrettanto buona in appuntamenti meno celebri, in orari forse più scomodi. I cortometraggi francesi, le mostre d’arte, le narrazioni sportive nazionali in orario preserale – con Nicola Roggero di Sky Sport – e locali – a cura di un giornalista astigiano -, ci hanno insegnato che c’è spazio per realtà come FuoriLuogo. Noi andiamo avanti, con una programmazione ricca e riconfermata dopo la bella esperienza dello scorso anno. Ci sono ancora tante storie da raccontare”.

L'autore: Stefania Cava

Nata ad Alessandria, classe 1986, scrive e racconta storie da che ha memoria. Giornalista e blogger, ha collaborato con diverse testate nazionali e locali, a caccia di belle notizie, alla ricerca di un altro punto di vista sul mondo. Le piacciono i social, il cibo ed i racconti.

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