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Graffiti e movida a Piacenza Est

Il Cartello di precedenza è di per sé un’opera d’arte. Un algido triangolo verso il basso a indicare l’asfalto, materia madre dalla quale nascono tutti i cartelli e semafori. Nemo’s, noto writer padano, non ha perso l’occasione di accorparlo in un’altra opera di sua invenzione. “Volevo integrarlo nel disegno – racconta l’autore – in modo che diventasse un altro oggetto, una freccia. Ricordo che è venuto il temporale mentre lo facevo”. Oggi potete ammirare la sua Creatura dagli occhi trafitti a Piacenza, in Via Carli, anche se, nel frattempo, il Cartello è riuscito a liberarsi.

Accanto al graffito, capofila di altri pregevoli pezzi, si apre il portone del Baciccia, multiforme locale di aggregazione, eventi culturali e musicali sempre di ottimo livello.

Durante la serata universitaria (mercoledì) il Miraggio dell’incontro con qualche Studentessa Erasmus richiama centinaia di avventori, mentre i concerti del giovedì garantiscono sicuramente uno spazio più tranquillo. All’uscita di Via Carli, a sinistra c’è il Cavalcavia, il Cimitero e poi la Strada per Cremona (in ordine crescente di disgrazia). Voi andate a destra.

Foto di Manuel Bongiorni

Fate due passi e ammirate una birreria con un bancone a 34 spine dagli impronunciabili nomi norreni. Il bartender è il leggendario Carlo Dodi, profeta del luppolo da decenni e la Birreria è il nuovo Tuxedo Beer House. Quello vecchio, più oscuro, era in centro, in via Trebbiola: il dibattito su quale sia meglio è la versione piacentina del classico OldEconomy vs NewEconomy. Io sto con i postmodernisti, perché la scelta tra le tipologie di birre è molto maggiore.

Bevete fuori, ammirando ipnotizzati ciò che i sociologi chiamano “zona ri-qualificata” e il navigatore chiama “rotonda”, poi girate a destra su Via Colombo: se avete fame, trovate molti Kebab e Wok. Scegliete quale proposta etnico/gastronomica sostenere e fate 2 passi fino alla Lupa, il primo monumento in direzione del Centro, figurante due neonati allattati, appunto, da una Lupa. Ritengo simboleggi la volontà di Piacenza di non ricalcare l’iconografia altrui. Comunque sta lì dal 1938 e, grazie al piedistallo, rimarrà ancora tanto.

Foto di Manuel Bongiorni

Vi conviene invece cogliere l’attimo prima che i pennarelli dei ragazzini innamorati imbrattino del tutto le opere del sottopasso della stazione, per raggiungere la quale, dopo la Lupa, girerete a destra.

Le opere, realizzate dai ragazzi del Liceo Artistico, sono perlopiù distopie tecnologiche, che rivelano tecnica e intuizioni grafiche eccellenti, anche se alcune un po’ stereotipate come immaginario. Complessivamente però, prima dello strato di pennarellate, l’impatto generale era molto potente. Comunque, se non vi è piaciuto proprio niente, prendete il treno. E portatevi nel cuore un fugace ricordo come ha fatto Nemo’s: “Non conosco molto di Piacenza – mi ha detto – Ma per quello che ho visto mi piace molto come città”.

L'autore: Manuel Bongiorni

Manuel Bongiorni è la voce (schizofrenica) e il performer (visionario) che sta dietro al progetto di musica elettronica-teatrale Musica Per Bambini. Lavora anche come animatore al Parco delle Fiabe del Castello di Gropparello, in provincia di Piacenza. Città in cui è nato, e di cui ci parla.

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