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Voltare pagina a Lecco, la città dove i libri volano

Quando in un posto non ci sei nato, la tua topografia te la devi creare. Camminando, soprattutto. In cerchi concentrici sempre più ampi a partire da un punto x; sapendo che prima o poi finirai per perderti. Così, la prima volta che sono arrivata a Lecco senza ancora sapere che ci avrei passato degli anni, ho iniziato a salire. Spalle al lago, occhi ben piantati sulla strada– perché a noi genovesi insegnano che l’acqua la guardano solo i turisti e i marinai della domenica – la prima cosa che ho trovato è stata una via ordinata, dal colore giallo rossastro, sulla quale si affacciavano palazzotti di tre piani attraversati da lunghi ballatoi in ferro battuto. E circa a metà, un poco nascoste dalla curva, un paio di vetrine rosse e una panca: la Libreria Volante.

Foto di Livia Delgaudio

 Tra tutti i libri che pendevano dal soffitto (nella Libreria Volante i libri letteralmente volano) mi ha colpito uno, Una spia nella casa dell’amore. Un romanzo di Anaïs Nin che tranne qualche nostalgica femminista anni Settanta non credevo leggesse più nessuno, e che invece mi guardava nella sua bella edizione dei tascabili Bompiani, con tanto di commovente strillo: “Il sottile fascino dell’ambiguità”. È stato in quel momento che sono passata dal Modigliani in copertina ai capelli corti e neri di Serena, la libraia.

Foto di Livia Delgaudio

Serena viene da Firenze e prima di decidere, in non più di mezza giornata, di mollare tutto e aprire una libreria a Lecco faceva la editor. Insieme ad Andrea, Shanti e alla “minilibraia” Irma, sua figlia, è una delle istituzioni di via Bovara – la via Zamboni lariana, con tanto di indimenticabile ristorantino libanese, hemp shop e fornitissimo negozio di dischi. Quel giorno dalla Libreria Volante sono uscita con in mano Svanire di Deborah Willis e la promessa di tornare presto per un caffè. Avevo fatto grossi progressi, potevo concedermi una pausa.

Foto di Livia Delgaudio

 

La settimana dopo ho deciso di muovermi contro corrente. Ho costeggiato il Circolo Canottieri – una baita tirolese dei primi Novecento che nella mia testa si è da subito trasformata nell’ingresso del sanatorio della Montagna magica di Thomas Mann – continuando a risalire la riva fino a un ponte che qui chiamano nuovo, e che ho scoperto essere dedicato a J.F.K. Con me avevo Con i piedi nell’acqua di Cecco Bellosi e un obiettivo, vedere anche solo da lontano uno di quei laghée – gli abitanti del lago, pescatori contrabbandieri fabbricanti di barche – di cui l’autore parla. Ho seguito la pista ciclabile in una serie di gomiti e ritagli di marciapiede mentre alla mia destra il lago andava imbottigliandosi in un fiume, l’Adda. Senza saperlo stavo attraversando Pescarenico.

Arrivata in piazza Era, un posto in cui chiunque ci sia stato non può non fantasticare di trasferirsi a vivere, ho svoltato a sinistra per via Plava. Lì c’è una casa gialla bucata da un arco; sotto l’arco un locale: Da Ceko Il Pescatore, l’ultima pescheria di lago della città. Insieme al Barcaiolo, un ristorante che è anche centro sociale e animato chiringuito estivo, rappresentano il cuore del quartiere e  la sua anima più autentica. Un posto dove il sabato a mezzogiorno puoi trovare mamme con bambini, turisti e gruppi di anziani con il cappello calato sugli occhi e lo sguardo sfuggente dei sfrosatori (i contrabbandieri che passavano la frontiera con la Svizzera per portare farina e tabacco).

Foto di Livia Delgaudio

Sabato sono andata a fare una passeggiata con mia figlia. Con noi avevamo il libro del lupo, che Serena ci ha portato dalla fiera di Bologna, e che la mia bambina  conosce a memoria perché non ci sono parole ma solo versi, in ordine alfabetico. La pagina che preferisce è quella della U, in cui lupo alza la testa e protende il muso verso una luna.

Ci siamo sedute in riva al lago. Ho preso il libro dalla borsa e l’ho guardata. Poi, con tutto il fiato che  avevamo in corpo, abbiamo ululato al sole, alle montagne, al lago; a tutto quel paesaggio ancora così nuovo per entrambe.

L'autore: Livia Del Gaudio

Consulente editoriale e architetto. Ha collaborato con importanti editori e festival letterari. È di Genova ma dal 2012 vive a Lecco insieme a Fausto e, dal 2015, Irene.

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