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Limerick, la libreria di quartiere all’Arcella di Padova

Un primo pomeriggio di novembre 2015 al numero 13 di Via Aspetti a Padova, al di là di una vetrina che fino a qualche mese prima mostrava una sala di distributori di snack e bevande, due ragazze, attorniate da libri su tutti i lati, stanno arrotolando alcuni foglietti di carta. Li inseriscono ognuno in una bottiglietta di vetro, per poi prenderne altri due e ripetere la stessa operazione, fino ad averne svariate decine.

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto via Facebook

Un paio d’ore più tardi, tutti i clienti accorsi per l’inaugurazione della nuova libreria Limerick riceveranno le bottiglie in dono, trovandoci dentro una poesia di Gianni Rodari, “La bottega della speranza”: dodici versi che immaginano una piccola bottega di una stanza sola, capace di vendere speranza a chi la visita. “Speranza a buon mercato!”/ Per un soldo ne darei/ ad un solo cliente/ quanto basta per sei”.

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto di Giulia Callino

Tre anni e mezzo più tardi Limerick, unica libreria del quartiere più popoloso e multiculturale della città, l’Arcella, continua a esercitare “fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio librario ”, come ricorda anche nella propria pagina Facebook.

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto di Giulia Callino

A raccontarmi la storia della libreria è Marta, titolare dell’attività insieme all’amica ed ex-compagna di studi Grazia: “Ci siamo conosciute all’università, studiavamo Scienze della Comunicazione. Parlavamo spesso di aprire un caffè letterario, avevamo anche un quaderno dove incollavamo ritagli di giornale dei luoghi che ci erano di ispirazione. Una specie di Pinterest analogico, che includeva anche i menù e le cartoline dei posti che avevamo visitato”. Una ragazza con un cane ci interrompe per acquistare un libro. Esce con sottobraccio “I racconti delle donne” a cura di Annalena Benini, salutando Marta per nome e svoltando in direzione del Multisala Astra.

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto via Facebook

“Prima di aprire la libreria io ero responsabile comunicazione di un’azienda che si occupa di certificazioni del legno. Grazia invece lavorava nell’ambito del teatro, organizzava corsi per bambini. Un giorno, quasi all’improvviso, mi ha scritto che aveva preso appuntamento per andare a vedere un negozio sfitto, cioè questa stanza qui. Il nome della libreria nasce anche per questo: il limerick è un componimento poetico breve, piccolo, un po’ come siamo noi. Soprattutto, è una poesiola senza senso. Nei due anni prima dell’apertura, mentre frequentavamo alcuni corsi di avviamento all’impresa, tantissimi ci dicevano che già non aveva senso aprire un’attività commerciale, figuriamoci una libreria e in un quartiere del genere. Non ha senso? Eccoci qui”. Dalla parete alla sua destra, sormontati da una piantina in vaso tutta aggrovigliata, sembrano annuire decine di libri di poesia e narrativa per adulti, appena sotto lo scaffale dei saggi e della sezione musica. 

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto via Facebook

Per Marta e Grazia la libreria è anche una risposta alla narrazione negativa dell’Arcella: “Ci eravamo stufate di sentirne sempre parlare male, anche perché negli ultimi anni le cose stanno cambiando, c’è molto fermento. Per noi questo è già un quartiere bello, spesso anche un po’ usato a livello di cronaca. Qui organizziamo diversi eventi: presentazioni di libri, incontri con gli autori, laboratori per adulti e bambini. Oppure corsi di lettura ad alta voce o serate dedicate alla scoperta di band e musicisti. Per quelle dedicate a Nick Cave e Jeff Buckley c’era così tanta gente che abbiamo dovuto togliere il tavolo. Forse un punto di partenza è stata anche l’iniziativa di Ruvido, il barbiere dell’Arcella, che è stato il primo a iniziare ad organizzare concerti in bottega. Ci sono molte associazioni di cittadini che organizzano cene condivise in strada. Quest’estate al Parco Milcovich si terrà anche Arcella Bella, un festival che durerà un mese. Non si era mai visto che qui organizzassero una cosa del genere”. 

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Foto via Facebook

Osservata da un maharaja in viaggio verso la Persia e dalla scimmietta che gli regge la cintola, dietro di noi una signora sta cercando un regalo per sua figlia. Apre “La battaglia delle rane e dei topi”, mentre ripone il volume della versione illustrata del poemetto omerico ne intravedo le mani attraverso alcune foglioline di carta verde, ciascuna con una piccola scritta, appese con fil di ferro a un alberello di rami secchi al centro del tavolo: “Ogni anno partecipiamo a Librerie in Fiore, un’iniziativa della casa editrice Logos in occasione della primavera. Per questa edizione il tema era la memoria, ma noi abbiamo preferito declinarlo invitando i nostri clienti a scrivere sulle foglie i nomi di personaggi viventi, importanti per la nostra storia”. Il primo nome è stato Piero Angela, nell’ultima foglia fissata un bambino ha scritto quello del proprio papà. 

Nel quartiere più popoloso e multiculturale di Padova, l'Arcella, c'è Limerick, la libreria che citando una poesia di Rodari "vende speranza a buon mercato"

Foto via Facebook

Specializzata in libri illustrati e graphic novel, Limerick è frequentata soprattutto da bambini e giovani dai venticinque anni: “Prevalentemente gente del quartiere, che ringrazia perché finalmente c’è una libreria. E vogliamo che sia come una bottega di quartiere. Se un cliente cerca un titolo e non c’è, lo ordiniamo sempre. Si crea una piccola famiglia, ci è capitato che alcuni clienti ci invitassero a pranzo a casa loro per conoscerci meglio o ci scrivessero delle lettere in occasione del compleanno dell’attività. Una nostra cliente ci ha raccontato di essersi trasferita qui proprio quando abbiamo aperto e di associare a noi la sua nuova vita”. 

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Foto di Giulia Callino

Tra le scelte delle libraie per i momenti di pausa, la vicina Osteria di Fuori Porta, il nuovo cocktail bar Aperture e il pub Gasoline, all’estremo opposto del quartiere. Per le letture, “Seconda stella a destra”, guida con mappe illustrate che percorre la città in chiave astronomica, e “Padova a testa in su” (entrambi editi da Bas Bleu Illustration): “Tutto quello che puoi vedere alzando il naso, in questo caso nella versione per l’infanzia. Se aspetti un attimo, ti mostro anche il libro più venduto dell’anno scorso”.

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Foto di Giulia Callino

Marta sparisce in un minuscolo stanzino appena dietro alla scrivania della cassa. Torna poco dopo con un volumetto in mano: il titolo, “Repertorio dei matti della città di Padova” (Marcos Y Marcos), emerge dal lato infernale del Giudizio Universale di Giotto, che ricopre tutta la copertina. In questo momento, il pandemonio originale sta immobile a non più di un chilometro e mezzo da qui, sulla parete di fondo della Cappella degli Scrovegni: “È un progetto curato da Paolo Nori. Sono microracconti, realizzati attraverso corsi di scrittura creativa e dedicati ai matti di diverse città, ne esistono varie versioni. Anche persone considerate pazze nel loro momento storico, per esempio qui a Padova Galileo Galilei. C’è anche la mia collega, ma non ricordo a che punto sia”. La risposta è a pagina 69: Una aveva una libreria all’Arcella. A volte, quando volevi comprare un libro, cercava di deviare i tuoi interessi su altro, perché lo stava leggendo lei e non lo aveva ancora finito. 

L'autore: Giulia Callino

Scrive di musica per Rockit.it e realizza reportage narrativi per CTRL Magazine. Ama la fotografia e si occupa di live photography. Le interessa indagare le storie degli altri, perché nel raccontarle scopre anche la sua.

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