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Tre mercatini delle feste nella Tomorrowland di Trieste

Abeti, luminarie, stelle comete stroboscopiche, befane lampeggianti, i mercatini delle festa trasformano Trieste in una Tomorrowland.

Fiera di San Nicolò, piazza di S. Antonio e piazza della Borsa: i tre mercatini delle feste che trasformano Trieste in una Tomorrowland luccicante

Foto via Instagram 

La nostra passeggiata in questa scintillante atmosfera non può che prendere le mosse dal viale XX Settembre dove si svolge il più tradizionale dei mercatini della città, la Fiera di San Nicolò. Un tempo sorta di paradiso terrestre per i bambini, grazie agli innumerevoli venditori di giocattoli.

Fiera di San Nicolò, piazza di S. Antonio e piazza della Borsa: i tre mercatini delle feste che trasformano Trieste in una Tomorrowland luccicante

Di quella fiera di San Nicolò non esiste più traccia: la fiera oggi è una teoria ininterrotta di cineserie, panni miracolosi contro la polvere, pietre magiche che sgrassano senza lasciare aloni, utensili da cucina che sminuzzano anche il più coriaceo degli ortaggi con la sola imposizione delle lame. In tutta la fiera ho visto un solo venditore di giocattoli, con l’aggravante che si trattava di giocattoli EDUCATIVI, con tanto di scritte maiuscole che sottolineavano questo aspetto. Per quanto sia passato un bel po’ di tempo da quando il sottoscritto era bambino, mi risulta del tutto evidente che i bambini non son mica scemi, se gli parli di giocattoli EDUCATIVI loro fiutano immediatamente il bidone.

Fiera di San Nicolò, piazza di S. Antonio e piazza della Borsa: i tre mercatini delle feste che trasformano Trieste in una Tomorrowland luccicante

Foto di Roberto Lisjak

Ma il Re incontrastato dell’edizione 2017 della fiera è l’ombrello che si apre al contrario, cioè ripiegandosi verso l’alto. Naturalmente non può mancare l’appuntamento con la ciccia, che alla fiera di San Nicolò significa frittelle, anche nell’apprezzata variabile con la Nutella.

Fiera di San Nicolò, piazza di S. Antonio e piazza della Borsa: i tre mercatini delle feste che trasformano Trieste in una Tomorrowland luccicante

Foto di Roberto Lisjak

Scendendo verso il centro, la nostra voglia di Natale fa tappa nella zona di piazza S.Antonio, dove da qualche anno si svolge un mercatino natalizio dal taglio più borghese, più chic. Prodotti artigianali, eccellenze enogastronomiche, lavori di giovani creativi, risulta piuttosto chiaro a che settori antropologici si rivolge questo mercatino: anche qui troneggia lo stand dei giocattoli EDUCATIVI, come se i figli degli avvocati non sognassero anche loro la Playstation.

Proseguiamo ed arriviamo a piazza della Borsa: qui la scelta di posizionamento del mercatino si fa ancora più elitaria. I formaggi sono francesi, le sciarpe sono di cachemire e fanno capolino anche i venditori di bijoux d’autore.

Non vi è traccia di giocattoli EDUCATIVI, i figli dei ricchi probabilmente sono già abbastanza educati. La controversa novità del Natale 2017 è il prolungamento del mercatino di piazza della Borsa con il posizionamento delle casette di legno anche nel salotto buono della città, ovvero la Piazza Unità d’Italia.

Una considerazione conclusiva rivolta ai commercianti che animano i mercatini di natale: dateci un taglio con queste luci a basso consumo, fanno tanto Germania Est anni ‘70 e vengono malissimo su Instagram.

L'autore: Roberto Lisjak

Roberto “Wandervogel” Lisjak, sulla carta d’identità, alla voce “professione”, ha scritto giornalista ma è un mestiere che esercita con una certa parsimonia. La sua vera occupazione è fare il DJ e collezionare vinili. Appassionatissimo di moda, ha una collezione di scarpe che Imelda Marcos al confronto è una francescana. Wandervogel significa “uccello migratore” quindi difficilmente lo troverete due settimane di fila nella stessa parte di mondo.

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