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A spasso con Mutina Secret, gli aperitivi storici di Modena

Per una mattina ho Francesco Folloni a completa disposizione. È lui ad accogliermi in Piazza Roma col sorriso sulle labbra e a chiedermi senza tanti preamboli: “Pronta a conoscere una Modena che non ti aspetti e a lasciarti sorprendere?”. I suoi tour di Mutina Secret, organizzati insieme all’associazione SanFra, cercano i luoghi più segreti e remoti del cuore di Modena e ne raccontano leggende e misteri, abbinandoli a un assaggio di cocktail gratuito.

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto via Facebook

E dato che al mattino non sono solita bere se non un caffè, ce ne prendiamo uno nella Pasticceria Remondini in Largo San Giorgio, (che oltre al caffè fa anche molto altro). Dopo esserci deliziati infatti con una fetta di torta alle amarene brusche modenesi iniziamo subito la nostra passeggiata. Mutina Secret è un modo diverso di narrare la città attraverso la storia e i diversi tessuti urbani che si sono susseguiti, dalla Modena romana a quella medievale fino a quella estense, che permette di immaginare cosa c’era prima di quello che vediamo oggi, e che diamo sempre per scontato. Anche troppo. Come l’anfiteatro, ad esempio.

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto di Eliselle

“Un anfiteatro a Modena non è certo quello che ti aspetti, ma se guardi bene la forma che prendono le due strade conseguenti dietro al Mercato Albinelli, ti accorgi che hanno una forma ellittica, che in un reticolo di strade come quello modenese non si spiegherebbe altrimenti.” Da un punto che mi permette maggiore spazio visivo, scruto via Mondatora e via Canalino, le due strade a cui si riferisce Francesco, e mi rendo conto che è proprio così: lì, in un tempo molto lontano, deve esserci stato un anfiteatro, e dove ora sorge un palazzo ottocentesco, se mi impegno, riesco a immaginare gradinate di marmo gremite di spettatori che godono dello spettacolo del circo. Lo stesso marmo che in tutta probabilità è stato dissotterrato e riutilizzato per la costruzione del Duomo dal 1099.

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto di Eliselle

Tutti i nomi delle strade ricordano un mondo medievale che non esiste più: via Canalino, dove c’era il canale di scolo, è adiacente a via dei Tintori, che erano coloro che coloravano le stoffe e utilizzavano proprio il canale per fare il loro mestiere. Ed è proprio in via dei Tintori che Francesco, entusiasta, mi accompagna a vedere una delle ultime case medievali ancora in vista. Ha il tipico impianto casa e bottega che i mercanti e gli artigiani medievali preferivano per la loro vita e i loro affari: la bottega sul vicolo, e la casa dove dormire di sopra.

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto di Eliselle

“Sapevi che c’è il tempio di Giove a Modena? Ora ti porto in un luogo antico duemila e duecento anni”. Percorriamo tutta via Canalino, proseguiamo in via Saragozza ed entriamo a sinistra in via San Pietro, chiamata così per l’omonima chiesa. Ci fermiamo davanti al sagrato, sotto la grande facciata cinquecentesca in cotto. “Questa ai tempi dei romani era un’area pubblica, forse la piazza del foro, e prospiciente c’era di certo un tempio, probabilmente dedicato alla Triade Capitolina”. Mentre percorriamo la navata sinistra e torniamo indietro, Francesco mi chiede se ho mai visto il campanile senza chiesa. La mia curiosità aumenta.

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto via Facebook

“Si trova all’incontro tra via San Salvatore e via Selmi e la piazza si chiama Largo San Salvatore, in quanto appunto la chiesa era dedicata a San Salvatore. Come vedi, è rimasto solo il campanile, e la chiesa si trovava qui davanti a noi, in questo slargo che ora ne conserva solo la memoria spaziale”. Ci fermiamo all’Angolo di Te di via Trivellari, che si raggiunge da via Selmi. E scopro un vero e proprio salotto dedicato alla medicina olistica e alternativa, con vendita di tè, tisane, infusi, incensi, cristalli, oli essenziali e da massaggio, cosmetica bio e libri. Così mi faccio consigliare una tisana alla vaniglia da portare via. “Ora ti mostrerò un paio di cose che ti piaceranno sicuramente!”

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto di Eliselle

Dal piazzale ci dirigiamo lungo via Fonte d’Abisso, indicativa di come Modena fosse una città d’acqua, seguiamo via del Taglio, via Coltellini e passiamo davanti alla Sinagoga in piazza Mazzini, poi arriviamo sulla via Emilia e andiamo a sinistra. Il primo vicolo che si apre davanti a noi, Vicolo Squallore, è la chiusa del cerchio di quello che è stato il ghetto ebraico modenese, realizzato nel Seicento. “Nel Quattrocento la presenza ebraica in città crebbe di molto, e nel Cinquecento, quando gli Estensi spostarono la capitale del ducato da Ferrara a Modena, furono seguiti da molti ebrei” racconta Francesco. “Nel 1638 con Francesco d’Este furono obbligati ad abitare nel ghetto e le case, a causa degli spazi ristretti, divennero a cinque poi a sei piani.”

Un anfiteatro, una casa medioevale, un tempio di Giove e altri luoghi di Modena, senza dimenticare Lambrusco e cocktail. Un percorso lungo i sapori segreti

Foto via Facebook

“Ora però basta storia, ti porto in uno dei posti dove organizziamo gli aperitivi in concomitanza alle visite guidate, e credo ti piacerà parecchio.” Così, mi ritrovo in via Calle di Luca alla Lambruscheria, il tempio del Lambrusco, la vera bottiglieria alla modenese, dove mi lascio consigliare uno dei tanti tipi di Lambrusco e me lo bevo accompagnandolo a una gustosa tigella. Spero che il suo entusiasmo non si fermi mai e continui a macinare chilometri a piedi di città, alla scoperta di luoghi sempre più magici e misteriosi.

L'autore: Eliselle

Lettrice compulsiva, libraia appassionata, scrittrice work in progress. Laureata in Storia Medievale, ha pubblicato diversi romanzi, tra cui: “Laureande sull'orlo di una crisi di nervi” (Effedue), “Amori a tempo determinato” (Sperling & Kupfer) e “Il romanzo di Matilda” (Meridiano Zero).

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