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Il Muro dei Sogni di Jesolo

Un giorno Corrado Bricchi, catanese di nascita ma cresciuto fra la provincia di Treviso e Jesolo, si accorge di una grossa macchia di umidità su una parete esterna della sua abitazione, una casa con giardino a poca distanza dal mare. La pittura, ma a distanza di breve tempo la chiazza si forma di nuovo. Bricchi ci vede la forma di una vela e la usa per dipingere sulla facciata di casa una flotta di piccole barche che solcano il muro: “Nel giardino c’era un pergolato d’uva, spesso da ragazzo mi stendevo a sonnecchiare alla sua ombra. Un giorno vedo un ragazzo nascosto fra le foglie: penso mi stia rubando un grappolo, invece vedo che sta fotografando il mio disegno. Mi sono reso conto che le persone, passando, lo guardavano. Ho pensato che volevo creare qualcosa di bello e mostrare a tutti i sogni che avevo avuto steso davanti a quella parete”.

Da una piccola flotta di barche dipinta su una macchia di umidità è nato il muro dei sogni di Corrado Bricchi, un'esposizione permanente aperta a tutti

Foto di Giulia Callino

Creato nel 1997, oggi il Muro dei Sogni di Corrado Bricchi è un gigantesco souvenir a cielo aperto all’imboccatura di Via Ada Negri, una cartolina appariscente di cianfrusaglie, targhette, simboli marini e ricordi di vacanze attaccati alla parete fra supporti in cemento e decine di piante e fiori. Un appariscente gioco in divenire con tutte le tonalità del blu: “Sono tutte statue in ceramica, non si rovinano con la pioggia. Ci puoi trovare molti riferimenti a Jesolo e al mare, un angolo dedicato ai delfini, cavalli, tanti angeli. Quello sono io –mi indica un faccione dorato incastonato nel muro – e lì c’è mia madre. Poi c’è Venezia, dove frequentai il collegio, e Roma, dove nel ‘92 ho partecipato alla Corrida come imitatore. Una bella esperienza, ma mi chiamarono per primo e mi emozionai, non riuscii a finirle tutte. Vuoi sentire il rumore della moka del caffè? Dietro a tutto c’è una piovra gigante, ma devi credermi sulla fiducia, perché ormai è ricoperta di altri oggetti e non la vedi”.

Da una piccola flotta di barche dipinta su una macchia di umidità è nato il muro dei sogni di Corrado Bricchi, un'esposizione permanente aperta a tutti

Foto di Giulia Callino

Gradatamente il murales si è spinto sempre più verso l’esterno, un sogno tridimensionale arricchito nel corso degli anni con fontanelle, lupi di mare e timoni: “So che ne hanno usato la grafica su una torta in America. E lo hanno copiato anche in Cina ma a pezzi, in modo che non si possa dire che è proprio un plagio. La prossima volta che vieni comunque non sarà uguale, ogni tanto mi piace cambiare delle statue o aggiungerne. In passato, è capitato che qualche vandalo me le rompesse o lasciasse delle bottiglie vuote. Oggi mi rispettano. Ho allestito anche delle proiezioni luminose, in modo che il muro sia speciale a ogni ora del giorno e della notte. Se venivi ieri c’era la coda, le persone ormai sanno del Muro attraverso il social”. Bricchi non specifica quale, capisco che lo immagina come un’entità a sé. “Qualche anno fa, una famiglia russa che era stata in vacanza a Jesolo è tornata a trovarmi portandomi delle foto del Muro incorniciate. Li ho ringraziati, ma ho detto loro di tenersele per ricordo. Io il Muro ce l’ho a casa in qualsiasi momento”

Da una piccola flotta di barche dipinta su una macchia di umidità è nato il muro dei sogni di Corrado Bricchi, un'esposizione permanente aperta a tutti

Foto di Giulia Callino

Di professione cuoco all’ospedale civile, oggi Corrado Bricchi è un pensionato con molto tempo per coltivare la propria vena espressiva. “Già prima di realizzare il Muro ho brevettato la Cotton Art, una lavorazione del cotone con ferro a caldo che mi permette di realizzare qualsiasi oggetto usando un materiale non comune. L’ho fatto anche un po’ per distinguermi”.

Da una piccola flotta di barche dipinta su una macchia di umidità è nato il muro dei sogni di Corrado Bricchi, un'esposizione permanente aperta a tutti

Foto di Giulia Callino

“E ho fatto lo stesso con il Muro – continua a raccontare Corrado Bricchi – tutte le targhette con i miei testi e le mie poesie servono anche a renderlo unico. E non è mai rimasto uguale. È nato nel 1997, ma i sogni e le fantasie cambiano: io li aggiorno con martello e scalpello”.

 

L'autore: Giulia Callino

Scrive di musica per Rockit.it e realizza reportage narrativi per CTRL Magazine. Ama la fotografia e si occupa di live photography. Le interessa indagare le storie degli altri, perché nel raccontarle scopre anche la sua.

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