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Polaroid da Padova, in giro per la città dal mattino fino a notte fonda

Lo scorso week-end sono tornato a Padova. Tornarci significa mettere in standby la vita milanese e reinnescare dinamiche di vita – fatte di provincia, famiglia, amici di sempre , luoghi e sapori dell’infanzia – che sempre mi fanno sentire a casa.

Sabato dieci e trenta del mattino: mi incontro con Aldo, un caro amico. L’appuntamento è al Caffè Pedrocchi, storico bar di Padova progettato dall’architetto veneziano Giuseppe Jappelli e soprannominato “Bar senza porte”, poiché dalla sua fondazione, nel 1831, fino al 1916 rimase aperto giorno e notte. Altro che Panorama Bar a Berlino. Un luogo affascinante e senza tempo, dove potersi rifugiare per lasciarsi ispirare e magari dare vita a qualche nuovo moto rivoluzionario come capitò in epoca risorgimentale. Se chiedete un “Caffè Pedrocchi” vi serviranno un caffè con uno speciale strato di panna e menta in superficie, da sorseggiare non mescolato. Tanto si potrebbe raccontare del Pedrocchi anche della sua attuale mal gestione ma questa è un’altra storia.

Foto di Paolo Belletti

Proseguendo la passeggiata arriviamo in uno dei miei rifugi preferiti: l’orto botanico. Fondato nel 1545 è l’orto botanico più antico del mondo. Un luogo per me quasi sacro, dove perdersi tra una pianta carnivora e l’umidità delle serre tropicali. Potrebbe anche essere il luogo perfetto per un primo appuntamento. Oggi ha raddoppiato l’estensione, grazie a una nuova area da poco costruita, che l’ha reso ancora più affascinante.

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

È giunto quasi mezzogiorno, usciamo dall’orto botanico e attraversiamo frettolosamente Prato della Valle con la facilità di chi sa di poterla rivedere spesso: il mercato del sabato la rende troppo affollata, preferiamo rimandare e tornarci a tarda notte, quando ricomincerà a respirare e saranno nuovamente visibili le quasi ottante statue che circondano l’isola Memmia, lo spazio verde al centro della piazza, intorno al quale scorre un canale.

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Foto di Paolo Belletti

Ci ritroviamo così, di lì a poco, in mezzo al consueto pellegrinaggio dei fedeli in visita alla vicina Basilica di S. Antonio. Una meraviglia da ammirare con cura, senza tralasciare i banchetti con “gadget del Santo” abbastanza trash da diventare cimeli da esibire in casa.

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

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Foto di Paolo Belletti

Abbiamo camminato parecchio e decidiamo che è l’ora di “un’ombra de vin“. Ci fermiamo Da Severino, una piccola enoteca a noi molto familiare, nascosta in via del Santo. Severino ha la tipica parvenza della “bettola veneta dove si beve bene”. Ed è proprio così. Ogni 24 dicembre Severino raggiunge il suo culmine in quanto a cultura veneta: tutti si ritrovano qui per un bicchiere fin dal mattino. Provare per credere, tutto perfettamente in linea con i cliché che vogliono i miei conterranei dei forsennati bevitori.

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

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Foto di Paolo Belletti

Continuiamo a passeggiare per Padova, ci addentriamo nel cuore della città e dopo aver superato la Specola – meravigliosa sede dell’antico osservatorio astronomico – arriviamo alle piazze, cuore pulsante dove “tutto accade”. Palazzo della Ragione, detto anche Salone, si colloca proprio tra le tre piazze principali: Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Piazza dei Signori. Sarà la fame ma ci dimentichiamo della bellezza della sala pensile sopraelevata e ci infiliamo “Sotto il Salone”: il più antico mercato coperto di Padova dove si nascondono piccole enoteche e bar.

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

Inutile dire che “Sotto il Salone” e dintorni siano il luogo fulcro della socializzazione a Padova, dove le generazioni si mischiano e tra ”un bianchetto” e uno spritz scaldano gli animi attorno ad argomenti di facile discussione: vita da Bar Sport in piena regola. E così i calici aumentano, spesso affiancati da un paio di tramezzini ben fatti. Noi non siamo da meno e bevuto un secondo e terzo bicchiere andiamo all’angolo al Bar dai Osei per un panino alla porchetta trevigiana e un quarto bicchiere insieme ad altri due amici.

Tornare a Padova per un weekend e ritrovare luoghi e persone di sempre: un itinerario tra bar, panini al volo e gli angoli più bella della città

Foto di Paolo Belletti

È ormai notte e l’enoteca La Moscheta, dove siamo stati nel pomeriggio, è un ricordo lontano. Camminiamo nella penombra con l’animo molto più leggero. Ridiamo e ci raccontiamo aneddoti e storie che ci portano lontano e ripensiamo anche a quel tizio incontrato nel pomeriggio con il giubbetto di jeans con una stampa fighissima di Elvis Presley in Jailhouse Rock. Ultima tappa la vetrina del 23, storico negozio di dischi dove iniziamo commentare le copertine dei migliori dischi di sempre.

Ci congediamo e sulla via di casa passo nuovamente davanti al Caffè Pedrocchi. Un avventore suona il pianoforte al centro della sala Rossa. Mi siedo in un angolo ad ascoltare: è un notturno di Chopin. Il cerchio si chiude così. Buonanotte Padova

L'autore: Paolo Belletti

Paolo Belletti è un fotografo veneto di base a Milano. Alterna lavori su commissione a ricerche e progetti personali che ruotano intorno alla fotografia e all'immagine. Lavora con l'Agenzia creativa Mobydick Adv ed insegna comunicazione visiva.

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