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Un angolo di Toscana a Milano: l’Osteria Da’ Cenciaioli

Un angolo di Toscana a Milano.
Anzi, due. Perché l’Osteria Da’ Cenciaioli ha recentemente raddoppiato e, dopo la sede storica di Via Ferrucci, ha aperto un nuovo locale in Via Vincenzo Monti.

Qui è dove la stagionalità delle materie prime si sposa con la tradizione culinaria toscana e con l’estro dei giovani chef Lorenzo Dei e Riccardo Colnaghi che, dopo aver studiato in giro per l’Italia e all’estero, sono tornati alla base per intraprendere questa nuova avventura.

La carne è preparata e cucinata rigorosamente alla maniera toscana, cotta come piace a voi, basta chiedere all’oste.
La fiorentina, ça va sans dire, è il fiore all’occhiello del menù, ma una menzione speciale meritano anche sicuramente il cinghiale cucinato in umido alla cacciatora e il Gran Fritto dell’Aia – carne mista, galletto e coniglio accompagnati da verdure di stagione.
Se non siete in vena di carne – “ciccia” da queste parti – consigliatissimo anche il Baccalà alla Livornese.

Credits delle foto: pagina Facebook Osteria da Cenciaioli Ferrucci

L’olio, le conserve e il miele sono tutti di piccoli produttori; la pasta e il pane sono di produzione propria.

Ingannare l’attesa – attesa che qui è sempre sinonimo di qualità e cura massima per i dettagli – sarà molto facile scegliendo tra gli sfiziosi antipasti come la trippa fritta o il panino con lampredotto e salsa verde (solo per citarne alcuni).
Tra i primi piatti, se scegliete gli Gnudi in tutte le salse (d’anatra, di cinghiale o di lepre) – tortelli preparati soltanto con il ripieno, tondi e verdi perché contengono spinaci – o i Pici (quelli al cinghiale in quanto a bontà se la giocano con quelli pomodoro e baccalà) non sbagliate in nessun caso.

Credits della foto: Irene Alcano

Concludete con dei cantucci e un bicchierino di vinsanto.
Vorrete tornarci il prima possibile!

Via Ferrucci 1, Milano
Lun-sab 12-15 / 18-23

Via Vincenzo Monti 26, Milano
Lun–dom / 12-15 / 18-23


L'autore: Irene Alcano

Milanese, bionda, trentenne, lavora nell'editoria, dorme poco, fa tante colazioni, scrive molto, è iperconnessa, ha un debole per gli uomini che si arrotolano le maniche della camicia e non mangia i mandarini con i semi.

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