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Visita guidata di Verona a bordo di un autobus Amarcord

Ho sempre provato una certa fascinazione per i mezzi pubblici. Verona Amarcord per me è ricordare quando, sin da bambina, attraversare la città significava muovermi a piedi (la bicicletta me l’hanno rubata molto presto) o con l’autobus. Con l’autobus andavo a scuola, visitavo i miei amici, uscivo per sentire i concerti o anche solo per non perdere qualche treno in partenza dalla stazione di Verona Porta Nuova.

Verona Amarcord: attraversare la città a bordo di un autobus per guardare fuori dai finestrini le strade, la gente, i monumenti e i propri ricordi.

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L’autobus che ho preso di più in assoluto nei miei diciannove anni di vita a Verona è il numero 21, con la sua tratta che parte da Negrar e arriva fino a San Giovanni Lupatoto, passando per il centro città. Attraversare la città in autobus guardando fuori dai finestrini è un’esperienza che non mi stanco mai di fare.

Verona Amarcord: attraversare la città a bordo di un autobus per guardare fuori dai finestrini le strade, la gente, i monumenti e i propri ricordi.

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Partendo dalla Valpolicella, nella prima parte del tragitto si passa per lo più da strade statali e paesini della provincia prossima alla città, ma la cosa che personalmente mi affascina di più è una cabina dell’AGSM, l’azienda che produce energia elettrica per Verona e i suoi comuni. Da circa un anno, sono comparsi su otto cabine elettriche alcuni ritratti di divinità pagane e di scienziati del passato connessi per motivi diversi all’elettricità. Passando per Parona, se ne può osservare una raffigurante Zeus.

Verona Amarcord: attraversare la città a bordo di un autobus per guardare fuori dai finestrini le strade, la gente, i monumenti e i propri ricordi.

Foto di Adele Nigro

Dopo essere entrati nella città vera e propria ma non ancora nel suo centro, si passa davanti all’ospedale di Borgo Trento – luogo in cui io sono nata e finita molte volte per motivi buffi, come quando mi sono messa per sbaglio una matita nell’occhio durante una lezione di matematica alle elementari. La piazza dell’ospedale, Piazzale Stefani, è uno dei maggiori snodi di linee urbane e extraurbane di Verona.

Partendo dalla Valpolicella, nella prima parte del tragitto si passa per lo più da strade statali e paesini della provincia prossima alla città, ma la cosa che personalmente mi affascina di più è una cabina dell’AGSM, l’azienda che produce energia elettrica per Verona e i suoi comuni. Da circa un anno, sono comparsi su otto cabine elettriche alcuni ritratti di divinità pagane e di scienziati del passato connessi per motivi diversi all’elettricità. Passando per Parona, se ne può osservare una raffigurante Zeus.

Un altro luogo caratteristico di Verona, stavolta nel centro storico, è Castelvecchio: tra gli anni delle scuole medie e delle superiori ho passato svariati pomeriggi a guardare il fiume dalle finestrelle che ci sono nelle mura del ponte scaligero. Chiaramente, davanti all’entrata del museo civico di Castelvecchio, noto tristemente dal 2015 anche per un grave furto di opere di Mantegna, Tintoretto, Rubens e altri artisti, c’è un altro grosso snodo delle linee degli autobus della città.

Partendo dalla Valpolicella, nella prima parte del tragitto si passa per lo più da strade statali e paesini della provincia prossima alla città, ma la cosa che personalmente mi affascina di più è una cabina dell’AGSM, l’azienda che produce energia elettrica per Verona e i suoi comuni. Da circa un anno, sono comparsi su otto cabine elettriche alcuni ritratti di divinità pagane e di scienziati del passato connessi per motivi diversi all’elettricità. Passando per Parona, se ne può osservare una raffigurante Zeus.

Foto via Flickr

Alcuni autobus, come il mio amato 21, proseguono verso sud e passano per la stazione di Verona Porta Nuova, principale scalo ferroviario della città, sempre colmo di persone, bagagli e mezzi di trasporto – non a caso, è una delle stazioni più affollate di Italia. È qui che terminano i miei viaggi su questa linea favolosa, perché ormai vivo a Milano, e quando sono a Verona arriva sempre il momento di prendere il treno per tornare a casa.

L'autore: adele nigro

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