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Gita a Padova: il Cielo Stellato di Giotto da non perdere

Era il 1300 quando Enrico Scrovegni, ricchissimo banchiere padovano, acquistò il terreno che sorge attualmente tra i ruderi dell’Arena di Padova, e fu 3 anni dopo che venne eretta la Cappella dedicata alla Vergine Annunziata, in suffragio dell’anima di suo padre, che era stato collocato all’Inferno da Dante perché usuraio.

Il noto banchiere non poteva che affidare ad uno dei più grandi artisti del suo tempo il compito di adornare l’edificio: Giotto di Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto.

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Credits: foto Instagram di @drbakerandmrmazza

Venendo dalla stazione, al turista distratto potrebbe sfuggire l’edificio che custodisce il capolavoro del Trecento italiano, famoso per essere il ciclo di affreschi più completo realizzato da Giotto nella sua maturità, e andare oltre, tanto è semplice l’edificio, come definì lo stesso Giotto la costruzione.

Un palazzo modesto dunque, che è però custode di un ciclo di affreschi che basterebbe da solo a giustificare una visita all’incantevole città patavina.

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Credits: foto Instagram di @nicolinesba

Recentemente restaurata, la Cappella degli Scrovegni ospita un verosimile cielo stellato, dai colori vividi e accesi, sotto il quale si avvicendano gli episodi della vita di Gesù e Maria e di quella di Gioacchino e Anna.

Una spettacolare opera d’arte che Giotto impiegò due anni a realizzare, e che diede inizio alla rivoluzione della pittura moderna, perché contrapponeva all’allora dominante corrente bizantina forme più realistiche, umane e naturali.

Se volete ammirare l’incantevole cielo stellato di Giotto vi conviene prenotare: andando sul sito http://www.cappelladegliscrovegni.it troverete informazioni e recapiti su questo capolavoro del Trecento.

Quando avrete concluso la visita, e riflettuto su cotanta bellezza che si tramanda di secoli in secoli, potrete gustare un ottimo Spritz e non vi resterà che perdervi tra le vie dell’incantevole città di Padova: chissà quante volte lo ha fatto Giotto, alla ricerca di ispirazione.

Fateci sapere com’è andata!

L'autore: Serena Spitaleri

Forgiata dall'Etna a metà degli anni '80, dal quale ha ereditato la vulcanica personalità. Gioca da parecchio tempo a pallavolo, estremamente convinta di riuscire a fare troppo in un giorno, crede oltremodo nella comunicazione. Sognatrice non ancora divenuta cinica, sostenitrice della leggerezza, serena, sempre.

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