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La mia Festa della Musica a Brescia

Francia, 1982. Nasce lì la prima “fête de la musique”, evento che vede radunare 10 milioni di spettatori. Le cose belle, si sa, vanno emulate e così da cinque anni, a fine giugno, Brescia ospita la Festa della Musica. Letteralmente ovunque in città risuonano note e colori. Pop, elettronica, classica, jazz: ogni genere si mescola per le strade diventando un solo suono che si propaga per la città. Benvenuti al racconto della mia festa della musica.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

Foto via Facebook

L’ultima volta che ho visto Brescia così variopinta è stata al Pride dello scorso anno e non posso che gioire nel vederla nuovamente splendere, tra etnie e gente di ogni età. Nessuna disparità di trattamento per piccoli e grandi artisti, venuti ad esibirsi gratuitamente per l’occasione. Si respira un grande senso di aggregazione e ci si riscopre sorridenti e complici con degli sconosciuti. Suoni diversi riempiono luoghi diversi. Meravigliosa la contaminazione ottenutasi per il progetto scolastico teatrale e musicale svoltosi negli spazi del MO.CA.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

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Passeggiando un po’ più in là, in Piazza Vittoria, tra uno stand di birra e un altro (il paradiso del birrafondaio) un super palco attendeva di essere esplorato: quello della Latteria Molloy e Albori festival, situato su un tour bus e con degli artisti in line up che ho avuto modo di ascoltare solo su disco: i Barriga.
Mi fermo con una rossa in mano e il mento all’insù. Non mi manca nulla.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

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Quello che invece ad un certo punto è mancato ad un cittadino bresciano è stata la pazienza. Verso le 23:30 il proprietario di un attico scambia la folla per piantine in crescita e per venti minuti l’annaffia con una canna dell’acqua, creando un fuggi fuggi generale, un laghetto Koi davanti al palco; qualche danno alla strumentazione e per puro caso non alle persone sottostanti. Disilluse le speranze di chi come me bramava che lo sconosciuto scendesse in stage diving dall’attico, è stato invece segnalato alle autorità locali.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

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Ma poco importa, la festa della musica è tanto altro, soprattutto è una di quelle cose che ti inorgoglisce al solo pensiero di vivere qui. Quindi mi sposto verso un palco che mi riporta immediatamente alle cassettine ascoltate, riascoltate e consumate di Dre, Public Enemy e Beastie boys: è il palco hip hop situato in piazzale Arnaldo e a San Polino.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

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Giovanissimi i fruitori e quasi scappa una lacrimuccia quando durante un dj set sento così tante persone cantare assieme Without me di Eminem.

3.500 musicisti sparsi in cento diversi luoghi della città, questi i numeri da primato della Festa della Musica. Siamo stati all'ultima edizione

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Come me molti altri si sono sentiti nostalgici, magari ascoltando Alba chiara in piazza Loggia o Nothing Else Matters in corso Zanardelli. Ed è così che ci ha fatti sentire questa festa, come tanti ballerini sognanti, uniti dalla musica che ti costringe a fare la cosa più bella del mondo: ascoltare.

L'autore: Claudia Lauriano

Claudia Ester Jacqueline Lauriano, classe 1985 cresciuta a carboidrati complessi e traslochi, ha vissuto in numerose città d'Italia. Ha una formazione da educatrice ma nella vita ha deciso di occuparsi di attivismo e satira fondando le frizzantissime caramelle in piedi Italia di cui è fiera presidente. Libera e laica è anche membro della Chiesa Pastafriana Italiana

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