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I 5 fantastici posti di Bergamo per tornare bambini

“Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice” cantavano i Folkabbestia dal loro terzo album. Già, perché per guardare al mondo stupiti col naso all’insù non è indispensabile avere tre anni, così come chiedersi il “perché” delle cose a quattro e divertirsi con poco o niente a cinque. Io, che di anni ne ho qualcuno in più, ho fatto il giro della città a caccia di mete affascinanti per tutti gli adulti di domani e per tutti i grandi che (ancora) si ricordano di esser stati, un tempo, bambini.

1. Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi – le meraviglie della natura

Vale la pena entrarci non foss’altro per essere accolti, subito all’ingresso, dall’enorme ricostruzione di un mammut adulto e del suo cucciolo. Se questo non bastasse, posso citare anche lo scheletro di un capodoglio, che dal soffitto simula un’immersione in mare. E poi ancora rettili, anfibi, pesci e uccelli, fino ad arrivare ai mammiferi, unici vertebrati che nutrono la prole con latte secreto dalle ghiandole mammarie della femmina. Dulcis in fundo, una vetrina di fauna bergamasca. Volete sapere di cosa si tratta? Bè, ora non esageriamo. Venite a scoprirlo coi vostri occhi: l’ingresso costa solo 3 euro.

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Credits: www.museoscienzebergamo.it

2. Parchi – giocare all’aria aperta

Se Bergamo fosse un colore, sarebbe il verde. Verde come i giardini in fiore delle ville orobiche, verde come le aiuole curate nel centro cittadino, verde come la cornice intorno alle mura veneziane e verde soprattutto come i parchi che affollano la città: parco alla Trucca, parco Suardi, parco Turani, parco Caprotti, parco Frizzoni, parco della Rocca, giardino La Crotta, giardino dei Giusti, parco del Castello di San Vigilio, parco di Sant’Agostino, Parco Beata Cittadini, solo per fare qualche nome. Se, oltre al contatto con la natura cercate anche qualcosa in più, sappiate che il parco alla Trucca è perfetto per chi vuole fare sport (ci sono 8 postazioni fitness da utilizzare), il parco Suardi dispone di giostre meccaniche a gettoni e di un punto ristoro per fare merenda, il parco Caprotti sembra essere stato ritagliato da una dimensione parallela, con archi di foglie e un laghetto con le anatre, il parco Goisis ha giochi di legno, bar e pista ciclabile, il parco Frizzoni è corredato di Baby Pit Stop con fasciatoi e poltrone per allattamento e il parco di Redona ospita perfino una ludoteca.

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Credits: infoSOStenibile

3. Teatro per bambini – c’era una volta…

Chi dice che il teatro sia riservato a una nicchia di nerd? Il teatro è cultura, divertimento, passione, lacrime e risate a crepapelle. Che il popolo orobico sia particolarmente sensibile alla prima infanzia, si evince dal fatto che la città pullula di corsi e iniziative adatti ai più piccoli. Oltre alla rassegna “I teatri dei bambini” (giunta alla 26° edizione) e “Largo ai bambini!” firmato dal Pandemonium Teatro, il Teatro Prova propone anche la stagione “Giocarteatro”, con spettacoli adatti addirittura ai bimbi di un anno d’età. Unica regola da rispettare: togliersi le scarpe e sedersi sui cuscinoni per terra.

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Credits: Teatroprova.com

4. Movida diurna – è qui la festa?

Se associare la parola bebè a locale sembra quasi un ossimoro, lo stesso non si può dire nella terra del casoncello. Dato che fare la lista dei posti con attrezzatura per bimbi (quindi fasciatoi, seggioloni, etc) comporterebbe la stesura di un papiro, mi limiterò a segnalare un paio di posti degni di nota.

L’Artisan Café di via San Bernardino 53, oltre ad avere un menù ricercato e un approccio singolare (i titolari Stefano De Gaspari e Martina Mafezzoni odiano il concetto tradizionale di aperitivo, che hanno reinterpretato con la proposta di tapas per tutti i gusti), dispone anche di una sala multifunzionale: uno spazio per eventi, party, corsi. «Ho intenzione di organizzare laboratori di pittura e di riciclo under 2 anni, feste per bimbi sviluppate sul tema della fiaba, percorsi per genitori su varie fasi (dall’infanzia all’adolescenza), spazio relax per mamme – è il sogno in progress di Martina, che ha deciso di dar voce al suo passato da educatrice teatrale – il pubblico dei bambini è il più difficile in assoluto, perché sono spontanei, immediati, non usano mezzi termini». Poco più avanti, nella via parallela (via Moroni 16), è la volta del Macondo Café, book bar antiquario con uno spazio bimbi di tutto rispetto: a dominare la scena, libri, giocattoli e un teatrino di marionette.

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Credits: Artisan Café

5. Mothern – modern + mother = a new kind of mum

Quando un’idea fa la differenza. L’idea in questione era quella di creare spazi a misura di bimbo, in posti frequentati da adulti. Come? Allestendo spazi ad hoc e rendendoli fruibili a baby protagonisti sotto il metro d’altezza, organizzando workshop, creando la zona morbida per i neonati e l’angolo del cambio, della pappa e dell’allattamento. Il tutto, all’interno di eventi per i “grandi”, come il Factory Market, The big food festival, Raggio – Stile di vita a pedali o il Festival di The Exhibition Night all’Edoné. Alla regia di questa rivoluzione di prospettive, due splendide trentenni della scena bergamasca: Linda Gandolfi e Nicoletta Brescianini. Due colleghe (lavorano insieme allo Spazio FaSe di Alzano Lombardo, il complesso di edifici industriali recuperati delle ex Cartiere Pigna), due artiste (insieme formano il duo di dj “Pupa & Scintilla”), due amiche e due mamme che si divertono insieme alle loro due bimbe.

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Credits: Anna Lisa Pinchetti

Perché l’età anagrafica non conta. La felicità delle piccole cose ci sorprende in ogni fase della vita, con la leggerezza di quando eravamo ancora alti così.

L'autore: Marianna Peluso

Semiologa non praticante, giornalista equilibrista, copywriter. Si divide tra il Salento e il Veneto, ma vive a Bergamo per un indecifrabile quadro astrale. La si può leggere su quotidiani, riviste e magazine online, ma soprattutto si può incontrare al parco, mentre insegue i suoi due figli.

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