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A Udine c’è chi mette Bekko: un nuovo progetto editoriale che anima la città

Da due anni in città è sorta BEKKO, un’associazione culturale che si occupa di progettazione grafica, illustrazione, editoria, stampa, laboratori e attività culturali per la valorizzazione della comunicazione visiva. In pochi mesi ha prodotto due riviste indipendenti, una dedicata agli universi dei più piccoli, M.O.L.L.A, e una seconda, Frute, tutta a tematica femminile.

Un magazine per bambini onnivori e un altro di piccole e grandi rivoluzioni al femminile, riviste autoprodotte da Bekko, associazione di cultura visiva

Foto via Facebook

Cecilia Cappelli, graphic designer e tra le fondatrici dell’associazione, mi racconta: “Abbiamo scelto di chiamarci BEKKO perché stavamo cercando un nome con un suono che ricordasse il Nord Europa, luogo che ci interessa e ci rispecchia, e allo stesso tempo fosse tenero, come lo è il mondo degli animali. Abbiamo scoperto che, oltre al becco dei volatili, bekko è anche una parola giapponese che identifica un tipo di carpa”.

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“M.O.L.L.A. è l’acronimo di Magazine Onnivoro di Lapis e Linguacce Argute ed è una rivista per bambini curiosi, i cui temi vanno dalla scienza, alla socialità, dal rispetto dell’ambiente all’osservazione del mondo attraverso storie, giochi, racconti e rubriche.

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Mentre Frute, che in friulano significa ragazza, affronta I temi del femminismo intersezionale e dei confine di genere”.

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Le ragazze che si occupano dell’associazione sono tutte originarie del Friuli, per questo hanno sentito l’esigenza di fare di Udine il nido di Bekko: “Udine è grande abbastanza da offrire diversi eventi culturali e piccola abbastanza da farsi un giro di amici veri. Per me e Martina è la nostra casa, che da piccole ci stava un po’ stretta ma che poi abbiamo imparato a scoprire e amare. Per Elena, cividalese, è la città grande che esplorava durante i fine settimana. Per Caterina, originaria di Spilimbergo, invece è la città in cui la primavera è il Far East Film Festival (festival del cinema orientale) e in inverno ci si può scaldare in qualche osteria” .

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Le osterie infatti sono il tipico ritrovo delle ragazze di Bekko. Cecilia consiglia Al Cappello, “perché oltre a offrire ottimi vini e prodotti, è molto vicino alla nostra filosofia, visto la cura anche per l’estetica del locale. Il soffitto è pieno di questi bellissimi cappellini, un ambiente che mi piace molto”.

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Per Cecilia non si può non frequentare le osterie Pieri Mortadele, luogo simbolo della città, e Al Canarino, “per la sua aria più retro, coi signori che giocano a carte”.

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Ci sono poi altri luoghi che rappresentano l’associazione e che Cecilia consiglia, come Cas’Aupa, un circolo ARCI “nel quale abbiamo visto concerti e partecipato ad attività e feste”, La Casa delle Donne “che ha visto nascere interessanti collaborazioni sul tema dei diritti di genere”.

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E il Parco di Sant’Osvaldo, “lì abbiamo partecipato al Rainbow Village, un festival per la giornata contro la lesbo-obo-bi-stransfobia per il quale abbiamo curato anche la comunicazione”.

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Per finire c’è Kobo Shop, dove recuperare dischi e libri altrove introvabili.

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Cecilia è legatissima alla sua città. Quando le chiedo se scegliere Udine come base per l’associazione sia stata una decisione ponderata o una pura una casualità, mi racconta che nessuna di loro ha mai avuto dubbi: “Quando abbiamo dato vita a questo ci eravamo appena laureate e la prima cosa che volevamo fare era mantenere un legame con il territorio dal quale proveniamo. Ci siamo chieste tante volte in questi anni se avrebbe avuto senso trasferirsi in luoghi, come Milano, che accolgono per tradizione chi fa il nostro lavoro. Ma restare qui per noi ha molto più valore e grazie a internet non crediamo di aver perso poi molto. E poi Lubjana è una capitale europea e dista solo un paio d’ore”.

 

L'autore: Mariagiulia Bertucci

Classe 1986, 100% made in Parma, vive a Milano da più di 10 anni. Ha lavorato per diversi programmi tv delle reti La7, Sky e Discovery e oggi fa parte del gruppo autorale di E poi c’è Cattelan in onda su SkyUno. Portatrice sana di parmigianità, è orgogliosa delle sue origini emiliane e del suo nome composto, scritto tutto attaccato. Ama le storie di nera, i gatti rossi e tutto ciò che è fucsia.

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