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Elena Commessatti, scrittrice e girovaga di Udine

“Io nei musei ci dormirei”. A dirlo è Elena Commessatti, curatrice della collana di guide turistiche incentro per Odòs e autrice di diversi libri legati a Udine, tra cui l’omonima guida turistica (dove potete trovare chicche come le cinque panchine più suggestive della città) e Udine “Genius Loci”, edito da FORUM. “Quello che cerco di fare da quando sono tornata a Udine è valorizzare il patrimonio dei musei. Far entrare nei musei le persone come se fosse casa loro, farli affezionare agli oggetti che contengono memoria”.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto via Web

Il primo posto in cui Elena manderebbe chiunque, udinese da generazioni o turista fresco di treno, sono le gallerie del Tiepolo, al Museo Diocesano. “Sono gallerie che Gianbattista Tiepolo ha dipinto nel Settecento per il nobile veneziano che a quei tempi era patriarca della città. Il dettaglio che più mi piace è questo Arcangelo Gabriele, vestito come una drag queen, che fa la sua annunciazione a una Sara vecchia, tutta sdentata. È un dipinto pieno di contaminazione, che mischia il pop con il classico; esattamente quello che piace fare a me”. Ed effettivamente perfino io che di solito nutro una poco velata insofferenza per l’iconografia religiosa rimango affascinata dalla composizione.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto via Facebook

“Il Tiepolo quando arriva a Udine è folgorato dai colori. Non ho mai visto un cielo così blu, dice. E ha ragione perché la natura a Udine è cristallina e nella città stessa il bianco è bianco, l’azzurro è azzurro: non c’è nulla di nebbioso o sfumato, ed è una cosa che tanti miei amici mi dicono quando arrivano qui”.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Natura apprezzabile appena usciti dal Museo Diocesano, nei giardini Ricasoli, costruiti subito dopo l’annessione all’Italia. “Un luogo in ombra, pieno di piante esotiche di grandi dimensioni, dove si incontrano tanti tipi di storie: ragazzi che si baciano, migranti che si riposano, bambini che danno da mangiare ai cigni che nuotano lenti nella roggia. Se ne stanno tutti in intimità, intorno a un solitario busto di Vittorio Emanuele, su una collinetta”.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto via Facebook

Udine è la città dei luoghi appartati e dentro ai giardini Ricasoli spunta il Caffè Tommaso, di cui Elena ama la pace. Qui si nasconde anche la vincitrice della top 5 panchine della città, in piazza Patriarcato, “per gli studiosi silenziosi. Per chi ama la Udine nascosta tra le pieghe dell’anima”, scrive Elena. La sua guida non manca di piccoli scorci di un’Udine difficilmente rintracciabile: ci sono le bancarelle di via Zanon dove ancora si trovano gli scarpets – scarpe tradizionali cucite a mano a partire da stoffe di riciclo, copertoni di biciclette e filo di canapa –, oppure la Farmacia Colutta di via Mazzini, dove è possibile acquistare l’Amaro di Udine.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto via Facebook

Ma la siesta è breve: ben presto si torna ai palazzi. Nel Museo di arte moderna e contemporanea Elena raccomanda di andare a caccia della testa di medusa di Galileo Chini che racconta quanto la città abbia preso dalla storia mitteleuropea della vicina Austria. Il museo si trova a Casa Cavazzini, donata dall’omonimo Dante, “un mercante di stoffe piccolo piccolo, con una moglie grande grande”. “L’appartamento dove viveva è meraviglioso”, dice Elena, “perché oltre a essere un capolavoro di architettura razionalista ha un bagno fatto su misura per una persona alta un metro e mezzo e a me piace pensare che questo signore in questo bagno si sentisse un gigante, con gli anelli da ginnasta alla sua altezza”. E un gigante a suo modo lo era, perché ha regalato tanto alla città.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine“Le donazioni”, afferma Elena, “sono uno dei motivi per cui il primo posto in cui consiglierei di andare agli abitanti di Udine è il cimitero, uno dei più antichi di Italia. La città dei morti è fondamentale per capire la città dei vivi e oltre a esserci delle tombe meravigliose, come quella di Cavazzini in vetro e marmo verde, ci sono tutti i benefattori della città. La memoria è fondamentale per la riconoscenza a chi ha dato la bellezza alla città donando i palazzi”.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto di Diego Petrussi

Elena è un fiume in piena. Mi parla di Malignani, che ha inventato il processo per perfezionare il vuoto nella lampadina, così che quando un tecnico tedesco collegato a Edison è venuto a Udine ha trovato che la città fosse la più luminosa del mondo, ha chiesto come fosse possibile che le lampadine facessero quella luce e la gente gli ha detto di incontrare Malignani; lui lo ha fatto e Malignani ha poi venduto a Edison stesso, in America nel 1895, il suo brevetto. “Udine è così, impregnata di una borghesia sana: generosa, geniale e riservata”.

Scrittrice e giornalista, Elena Commessatti è autrice di diverse guide turistiche che raccontano itinerari e luoghi di un'altra Udine

Foto di Diego Petrussi

Per scrivere i suoi libri Elena ha incontrato decine, se non centinaia, di persone e ognuna l’ha condotta alla scoperta di un tassello di città, ma quando le chiedo quali siano i suoi fondamentali rimane in silenzio per qualche secondo. “La violetta mammola di Udine,” dice infine, “come simbolo di un racconto d’amore e internazionalità, quando questa piantina dalla bellezza perfetta, veniva spedita a fine Ottocento in tutte le corti europee”.

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Oggi questa violetta può essere acquistata al vivaio “Giardino in città”. “Poi”, prosegue, “ci sono la casa natale di Tina Modotti in via Pracchiuso e lo stupefacente volto di donna su una parete del Municipio, probabilmente la figlia del progettista Raimondo D’Aronco, che parlano di un’Udine silenziosamente donna e artistica, come piace a me”.

L'autore: Martina Merletti

Martina Merletti nasce nel 1992 e va fiera del suo nome allitterante. Nel tempo libero si è diplomata alla Scuola Holden, laureata in Agraria all'Università di Torino e ora lavora nel mondo dell’editoria per Zanichelli e nella ristorazione langarola. Vive una scissione continua tra le parole e i luoghi: la stanzetta buia dello scrittore e l’aria aperta, gli insettini, i prati montani. È ben felice, dunque, di poter unire le due cose e raccontarvi che aria tira in quel del Piemonte.

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