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I casoncelli bresciani: la loro storia e dove mangiarli

È uno dei piatti tipici della cucina bresciana ed è ripieno solitamente di pane e di formaggio; è il casoncello!
Si tratta di un tipo di pasta che non può mancare in un ristorante tradizionale bresciano e nemmeno durante un pranzo domenicale.

È un piatto con una certa storia: già nel 1548 l’umanista Ortensio Lando parla della signora Melibea da Manerbio come “l’inventrice de’ casoncelli”. I casoncelli , in dialetto locale “casonsei”, sono tipici sia di Brescia che di Bergamo, ma probabilmente è la città di Barbariga il luogo che ha elevato questo piatto come il simbolo nonché piatto per eccellenza della zona.

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La preparazione dei casoncelli è quasi un’arte tanto per il ripieno quanto per la pasta: si dice che la pasta debba essere sottile quanto basta per far emergere il sapore del ripieno. In cosa consiste il ripieno? Pane raffermo grattugiato e formaggio: c’è chi preferisce il Grana o il Parmigiano e c’è chi opta per un formaggio stagionato come il Bagoss. Il condimento preferito è sicuramente il burro fuso con la salvia e un’abbondante spolverata di parmigiano reggiano.

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Tuttavia le versioni dei casoncelli sono diverse: a Longhena vengono usate delle erbette come ripieno, accompagnate con prezzemolo e aglio, mentre a Barbariga si possono trovare anche i casoncelli alla zucca, al contrario di quelli della Valle Camonica che sono con la carne o con le verdure…sarà per tutte queste versioni che nel 1993 il cuoco Marini annota, nella “Cucina Bresciana”, le sei varianti di ripieno (perfino con le pere!).

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È sicuramente una ricetta gustosa da preparare in occasione di un momento importante, o un piatto unico per una tranquilla cena in famiglia. Si possono comprare casoncelli freschi in diversi pastifici (Franzoni, Boglioni…) mentre se si preferisce sedersi a tavola e trovare già tutto pronto c’è l’imbarazzo della scelta: dall’ambiente ricercato della Savioosteria all’elegante e accogliente Ristorante, dalla Vineria nel cuore del centro storico all’antica osteria la Grotta, dalla Trattoria Vineria Arcangelo in una chiesa sconsacrata alla Trattoria Cà Nöa, dall’atmosfera d’altri tempi della Trattoria Corto Maltese all’osteria Bianchi a due passi da Piazza Loggia…
Quello che non mi stancherò mai di dire è che accogliere amici a casa è ancora più piacevole se ad accoglierli è una bella tavola imbandita, con tanto di piatti con i casoncelli e bicchieri di vino. Okay, quanto manca a domenica?!

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Credits delle foto: Arianna Mora

L'autore: Arianna Mora

Laureata in lingue e poi in linguistica, ora è insegnante di lingue straniere e fotografa di food e lifestyle. Solare, carismatica e inguaribile creativa: amante delle tavole imbandite, dei fiori (calle e hibiscus) e dei piccoli dettagli. Buona danzatrice, discreta cuoca e ottima ascoltatrice.

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