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Parapendio e deltaplano: il volo libero.

L’essere umano ha sempre visto la conquista del cielo come una delle sfide più grandi. Sono molte le icone che hanno circondato l’aviazione di momenti leggendari: i Fratelli Wright e i loro test di volo, l’Howard Hughes reso famoso da Scorsese e DiCaprio nel film “The Aviator”, perfino Leonardo Da Vinci sognava il volo e disegnava macchine volanti.

Tra i tanti metodi che l’uomo ha inventato per percorrere le vie del cielo ce ne sono due abbastanza economici e accessibili da poter essere praticati più o meno da chiunque. Basta un po’ di esercizio, studio e poche migliaia di euro di attrezzatura.

Il “volo libero” è un volo senza l’ausilio di motore, e i mezzi con cui  possiamo praticarlo sono il parapendio, il deltaplano e l’aliante. I “para” e il “delta” sono strumenti di volo abbastanza amatoriali. In poche decine di ore si può imparare a pilotare, e dopo aver affrontato i costi iniziali di acquisto attrezzatura e aver superato l’esame per il brevetto si passa da bipede terrestre a uomo volante.

Sono andato a San Michele, una località sopra Salò, per incontrare alcuni di questi uomini. Dietro un hotel-ristorante che propone pasta all’amatriciana e bistecca con l’osso buco a luglio c’è il campo scuola e atterraggio dove hanno sede le scuole di Parapendio e Deltaplano.

 

Arrivo a visitare il luogo un venerdì nel primo pomeriggio, un amico mi ha dato il contatto di Alberto, guru del parapendio di lunga data e istruttore. Seguo le indicazioni super dettagliate ricevute via SMS per raggiungere il campo (la strada indicata dal navigatore è troppo stretta). Faccio un giro di perlustrazione e non noto niente che indichi la presenza di un campo di atterraggio, tranne una bandiera rossa e bianca, di quelle che sembrano una calza e che servono per segnare il vento. Chiedo alla reception all’interno del ristorante, mi dicono che Alberto è in giro, arriverà. Mi siedo sul retro, su una sedia di plastica, godendomi il paesaggio e analizzando i particolari del luogo. Nel giro dei seguenti dieci minuti atterrano quattro parapendii nel prato dietro il ristorante, due volano in “tandem”, gli altri due sono piloti singoli. Alberto è tra di loro, sceso letteralmente dal cielo, è uno dei piloti dei voli tandem. Attraverso il campo e lo trovo che ripiega la sua vela arancione. Mi spiega rapidamente di che materiali è fatta l’ala e i principi base del parapendio, e poi mi invita a pranzo.

Al tavolo del ristorante siamo in una decina: due istruttori (Alberto per il parapendio e Ignazio per il deltaplano), un ragazzo che sta imparando a pilotare il deltaplano, due piloti francesi e uno tedesco in attesa di risalire il monte per il prossimo volo, due ragazzi che hanno partecipato al volo tandem; insomma una bella immersione nel mondo del volo libero.

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Mi faccio dare alcune informazioni da neofita totale. I voli tandem sono l’attrazione turistica del volo libero: si decolla allacciati all’istruttore che si occupa di tutto, non serve alcun tipo di corso. Qualche decina di euro e si ha il proprio assaggio di libertà. A San Michele c’è un dislivello di ottocento metri, durata del volo quindici minuti circa. La risalita è organizzata con jeep. Poi se si vuole approfondire l’esperienza e mettersi alla prova sul serio esistono i corsi per imparare a pilotare. Le due scuole mettono a disposizione tutta l’attrezzatura in noleggio fino all’acquisizione del brevetto, che viene rilasciato dopo un esame dopo qualche decina di ore di pratica.

 

Le due ali hanno caratteristiche e peculiarità diverse. Il parapendio ha la comodità dalla sua: tutto ciò che serve sta dentro un grande zaino, in una macchina di medie dimensioni si può stare tranquillamente in quattro; inoltre si può atterrare in campi molto più piccoli ed è anche più facile decollare. Il deltaplano raggiunge una velocità maggiore e quindi può coprire distanze superiori con un volo singolo (si chiamano voli cross country, quando il punto di atterraggio è lontano da quello di decollo; Ignazio mi ha detto di essere arrivato in toscana decollando da San Michele con il suo deltaplano), può anche resistere a condizioni di vento più forte; però necessita di più spazio per atterrare ed è molto più difficile da trasportare a terra.

Entrambi possono sfruttare le correnti ascensionali, in gergo “termiche”. Sono spostamenti di aria dall’alto verso il basso, servono per guadagnare quota e prolungare la planata.

Il parapendio e il deltaplano non sono semplicemente degli sport, sono uno stile di vita, uno state of mind. Il coinvolgimento richiesto da queste attività è totale, il pilota deve essere in perfetta sintonia con la sua ala e con le condizioni del cielo. Gli occhi e racconti delle persone che lo vivono però comunicano qualcosa veramente importante, qualcosa di unico.

A Brescia esistono punti di decollo sul monte Maddalena, a pochi km dal centro di Brescia, oltre che a San Michele e in altri punti della provincia;  in Italia il volo libero si può praticare più o meno ovunque, sempre al costo basso di un set di attrezzatura una tantum, dei costi di risalita e ovviamente dell’assicurazione.

Credits delle foto: Leonardo Maccagnola

L'autore: Leonardo Maccagnola

Leonardo Maccagnola si occupa di mobile marketing e progetti di comunicazione come freelance. Appassionato di bella musica e film con tanti cattivi, dorme tantissimo, è dipendente dal tabasco e ha paura dell’arrivo delle AI. Vuole diventare nomade digitale per cambiare nazione due volte l’anno.

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