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L’uomo delle girandole. A Cremona, il museo a cielo aperto di Giacomo Rebecchi

Nella periferia residenziale di Cremona, in Via dei Ferrovieri Caduti 7, tra le tante villette della zona se ne distingue una con un cortile molto particolare, costellato di girandole colorate. La storia di queste girandole è anche quella del signor Giacomo Rebecchi, classe 1933, che le costruisce da più di trent’anni.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

“Bisogna andare indietro di parecchio. Quando andavo a scuola il professore di fisica parlava del moto perpetuo degli oggetti, e ho subito pensato che se gli olandesi fanno girare un mulino con delle pale enormi spinte dall’acqua, perché io non posso far girare a costo zero, solo con il vento, delle pale più piccole?”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

Passa il tempo, il signor Rebecchi diventa ferroviere e gira tutta l’Italia con i suoi treni. “Girando questo Paese si vedono tante cose strane, per esempio allora il Veneto era pieno di galli di metallo sui tetti, e in inverno, quando il vento fischiava forte, era uno spettacolo vederli girare su stessi tutto il tempo. Ma anche quando entravo a Roma Termini e vedevo l’antico acquedotto romano, mi chiedevo sempre come potesse tutta quell’acqua passare da lì e arrivare alle case di tutta la città. Sulle vetture il passeggero di solito non nota queste cose, ma il macchinista deve guardare tutto. È stato osservando questi grandi e piccoli monumenti, che ho voluto costruire qualcosa anche io. E nel mio piccolo ho immaginato qualcosa che si potesse muovere sempre”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

Ma è solo dopo la pensione che Giacomo decide una volta per tutte di sviluppare il suo desiderio, era il 1986. “Le prime girandole le ho dedicate subito alle mie quattro figlie, che poi con gli anni si sono sposate e mi hanno regalato quattordici nipotini, e quindi via, altre girandole per i nipoti. Insomma sono arrivato a un punto che dopo questi quattordici ne ho fatte due anche per i pronipoti, perché nel frattempo sono diventato bisnonno”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

Oltre alle dediche per i propri cari le girandole segnano anche degli avvenimenti importanti per l’intera comunità, o anche solo per la vita di Giacomo. Si va dalla girandola dedicata alla vittoria dei mondiali nel 2006 a quella per ricordare Papa Wojtila, fino ad arrivare a una girandola che si muove sopra a una scultura in metallo rappresentante una barca, che simboleggia il buon augurio per il trasferimento del fratello di Giacomo in Brasile.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

“Ero arrivato a un punto che avevo la fila davanti a casa. Qualcuno veniva qui con un’idea e io gli costruivo la girandola, tant’è vero che in totale ne ho fatte centoventi, qui nel cortile ce ne sono solo sessantacinque, le altre sono nelle città qui intorno. Ne ho poi quindici in Brasile, tutte le volte che andavo a trovare mio fratello ne costruivo una”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

“Ancora oggi ad Agosto – continua a raccontare Giacomo Rebecchi – arrivano gruppi di turisti tedeschi che mi si presentano davanti a casa a fare foto, qualcuno mi chiede anche di costruirgli altre girandole, ma ormai ho i miei anni, anche se ogni tanto la voglia mi torna”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

Per costruire una girandola ci impiega più o meno quattro giorni: prima raccoglie il metallo poi lima le pale che poi dipinge a seconda del tema scelto. “Per una girandola nel 2005 ci ho messo un mese, l’ho chiamata Le Api Operaie. Ho dovuto disegnare e dipingere dieci api a cui ho applicato della ali in rilievo. Me l’aveva chiesta il Dottor Bianchi, che ha lo studio qua vicino, a Costa Sant’Ambramo, perché usava il pungiglione delle api per guarire i pazienti che avevano problemi di circolazione”.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

Dopo un giro in giardino Giacomo mi porta in casa per offrirmi un caffè, entro in un salotto molto grande, in un angolo vicino alla finestra suo moglie sta leggendo un giornale, Giacomo me la presenta e le spiega perché sono venuto a trovarli.

Giacomo Rebecchi, 86 anni, ferroviere in pensione, dal 1986 costruisce girandole in mostra nella via in cui abita, in via dei Ferrovieri Caduti a Cremona

Foto di Mario Blaconà

“Per quale giornale scrive?”, mi chiede la moglie. Le rispondo: “Every Day Life, signora. Facciamo dei piccoli reportage su luoghi belli e originali come il cortile di suo marito. Cerchiamo situazioni un po’ curiose insomma”. Allora lei conclude: “Ah beh, qui di curiosità ne trovate quanta ne volete. Prenda un caffè ora”.

L'autore: Mario Blaconà

Documentarista e critico cinematografico, lavora presso il Centro Culturale San Fedele di Milano e collabora con filmidee, The Submarine e Cultweek. Gli piace il post rock e il cinema sperimentale americano e italiano.

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