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El Pedocin di Trieste, il mare d’inverno dove uomini e donne si abbronzano separati

I muri si sa, sono simbolo di divisione e separazione. Eppure, a Trieste nella zona del porto, c’è un muro al quale nessuno vuole rinunciare. È il muro dello stabilimento balneare dal nome pittoresco di “El Pedocin” per i Triestini, “Bagno Lanterna” per tutti gli altri.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Fin dai primi del ‘900, da quando il bagno è stato inaugurato, quel muro alto 3 metri divide la spiaggia in due: gli uomini da una parte, le donne dall’altra. Sempre più numerosa quella al femminile, dove donne di ogni età, mamme con figli, ragazze e signore agée possono liberamente spogliarsi in santa pace per un’abbronzatura (quasi) integrale.
La zona uomini, che ho potuto soltanto intravedere spiando da dietro il muro, è sempre meno affollata, ma non mancano gruppi di triestini dediti ad abbronzatura cuoiaia e partite a carte.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

L’unico uomo con cui ho potuto parlare si chiama Edoardo, un cassiere del bagno con la passione per gli studi biblici. che mi ha raccontato del variopinto mondo dei frequentatori dello stabilimento che nei mesi estivi può raggiungere le 3000 presenze giornaliere. “Sono famose le “Babe” (signore di una certa età in dialetto triestino) che arrivano addirittura mezz’ora prima dell’apertura, alle 7.00, per trovare un comodo parcheggio gratis e il miglior posto in spiaggia”.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Infatti al Pedocin chiunque al costo di un euro può abbronzarsi in santa pace in qualsiasi mese dell’anno. Che sia caldo, freddo o tiri la bora a 100 km/H allo stabilimento balneare Pedocin, ci si può regalare un tempo di tintarella accompagnati solo dal volo dei gabbiani e dal rumore del mare, protetti da occhi indiscreti.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Edoardo però mi confida di come gli uomini abbiamo trovato un escamotage per oltrepassare il muro: “basta nuotare un po’ al largo e il gioco è fatto”.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

L’unico incontro tra uomini e donne può avvenire nel bar vicino all’ingresso. All’interno dello stabilimento l’unico ristoro è invece nella zona femminile, dove le “mule” (donne in dialetto triestino) rischiano di essere importunate solo dai gabbiani.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Non sono proprio tutti contenti di questa divisione, confessa Edoardo, ma quel muro fa del Pedocin un luogo unico in Europa, un luogo segreto e prezioso di storie e personaggi tanto che nel 2016 gli hanno pure dedicato un film, “L’ultima spiaggia” di Thanos Anastopoulos e Davide del Degan, presentato al Festival di Cannes e anche un libro “El Pedocin”, scritto da una Triestina doc, Micol Brusaferro.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Proseguendo dal bagno lungo il Molo Fratelli Bandiera, si trova una parete completamente dipinta con opere in bianco e azzurro, lunga più di 70 metri e alta circa 2 e mezzo, che l’anno scorso per volontà del comune di Trieste ha visto il coinvolgimento di varie associazioni culturali ed artisti locali. 13 artisti sono stati infatti chiamati a interpretare con il loro segno artistico. Un luogo carico di storia e di importanza per molti cittadini.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Al termine del murale troviamo un altro stabilimento balneare, più imponente della struttura del Pedocin e degno del suo nome altisonante, l’Ausonia.

Lo stabilimento balneare La Lanterna di Trieste, detto El Pedocin, ha dal 1903 un muro che divide la spiaggia: da una parte gli uomini e dall'altra le donne

Foto di Katia Bernardi

Un complesso bianco enorme, costruito negli anni ‘30 ma contemporaneo nelle sue proposte. Varie aree solarium rialzate dal mare con palafitte di legno e con comode scalette che scendono a riva, una grande piscina fatta di acqua marina salata e un grande locale dove bere e mangiare fronte mare.

 

L'autore: Katia Bernardi

Katia Bernardi, regista e scrittrice, abita tra Trento e Torino e viaggia sempre in compagnia di un bambina dai riccioli d’oro, un cane bianco quasi volante e un fidanzato che ricorda Sandokan. Laureata al Dams di Bologna tanti anni fa ha sempre amato collezionare e raccontare storie. Dopo vari documentari storico sociali nel suo ultimo film e primo libro, “Funne, le ragazze che sognavano il mare” ha scoperto la commedia e la favola.

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