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Orti urbani a Milano. Per staccare dalla città senza rinunciare alla città

Giuseppe, 62 anni, ci ha piantato tantissimi peperoncini e combatte tutto il tempo perché il suo cane non li mastichi tutti. Tre coppie di amici sui 40 hanno destinato una parte alla casetta con lo scivolo per i loro figli. Mara, 23 anni, ha rinunciato all’idea dell’insalata fresca ma il suo vialetto di ghiaia è il più grazioso e almeno ha un posto dove prendere il sole. Alessio, 33 anni, è un appassionato di permacultura e il suo orto dà verdura tutto l’anno. A Milano gli orti  urbani sono diventati l’alternativa per chi vuole vivere in città ma ha bisogno di evadere.

La grigia metropoli è anche verde: gli orti in città fanno fiorire periferie e panorami inaspettati. Qui ogni abitante può avere un po' di natura

Foto di Chiara Longo

Esistono varie possibilità tra cui scegliere: lotti di terra gestiti da associazioni o dal Comune di Milano. Nel nostro caso, l’associazione Angoli di Terra affitta a costi contenuti (si parla di 600 € in media all’anno per orto) lotti di terra di circa 80 mq in Barona, il quartiere a sud di Milano.

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Foto di Chiara Longo

Qui orto non significa solo zappa e verdura. C’è chi l’ha ricoperto con un prato inglese per avere un giardino estivo dove ospitare gli amici per il barbecue della domenica, e chi invece applica vari metodi più o meno scientifici per assicurarsi un raccolto abbondante.

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Foto di Chiara Longo

Nella nostra economia domestica, Alessandro coltiva e io trasformo in pasti quello che l’orto ci dà. Nel nostro orto, con la benedizione delle bandierine di preghiera che stendiamo ogni anno e fanno colore, Alessandro ha adottato il metodo dell’agricoltura sinergica, un sistema basato su una filosofia che prevede di ricreare nell’orto le condizioni del sottobosco.

La grigia metropoli è anche verde: gli orti in città fanno fiorire periferie e panorami inaspettati. Qui ogni abitante può avere un po' di natura

Foto di Chiara Longo

Questo effetto si serve del lavoro naturale degli insetti e della stessa decomposizione delle piante favorendo un’ambiente fertile e che si autorinnova senza la necessità di un grande intervento umano. Non di rado si vedono le rane. A capo dell’orto c’è una spirale delle erbe, costruita per dare il giusto riparo e risalto agli aromi, che Alessandro ha costruito anche con sassi raccolti un po’ in tutta Italia durante dei viaggi. A vegliare c’è un nano da giardino che prometto di dipingere ogni anno ma poi non lo faccio mai.

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Foto di Chiara Longo

Da aprile ad ottobre inoltrato siamo completamente autosufficienti per quanto riguarda l’acquisto della verdura, e coltiviamo anche ortaggi che possono essere conservati per l’inverno: patate, cipolle, aglio, scalogni, legumi. Alcune culture resistono al freddo milanese, come i broccoli e le verze.

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Foto di Chiara Longo

Tra fagiolini, peperoni, melanzane, rabarbaro, fragoline, agretti, zucche e zucchine e insalate, l’agricoltura sinergica prevede anche di favorire quanto più possibile la biodiversità perché la terra possa trarre nutrienti di diversa natura da quante più specie possibili. Per questo Alessandro scambia per corrispondenza o durante i mercatini agricoli come quello di Via dei Missaglia o Chiesa rossa semi da ogni parte d’Italia e recentemente abbiamo assaggiato varietà locali di pomodori che non conoscevamo.

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Foto di Chiara Longo

Per sbaglio abbiamo anche ibridato due zucche, ma nell’orto sinergico succede anche questo! Per la cronaca, ci abbiamo fatto dei gran risotti. L’ultimo passo è stato imparare a riconoscere con l’aiuto dei libri le erbee spontanee commestibili, e abbiamo scoperto piccoli tesori praticamente perenni come il tarassaco (e i suoi “capperi”). Ogni due anni piantiamo la luffa, una spugna naturale che una volta pronta può essere utilizzata per la pulizia personale o delle stoviglie.

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Foto di Chiara Longo

Alcuni orti intorno al nostro sono pieni di fiori ovunque, altri invece sono organizzati in rigidi settori nel rispetto delle sostanze rilasciate dalle piante nella terra. Da soli o in coppia, insieme agli amici o alla famiglia, avere un orto significa non solo avere uno spazio all’aperto dove trascorrere la bella stagione, ma anche coltivarsi il proprio cibo con un notevole risparmio economico ed ecologico. Anche d’inverno, quando la terra riposa, è piacevole camminare per i viali umidi e guardare la natura che resiste al freddo più di noi, accendere un fuoco e rosolare le caldarroste, in attesa di ricominciare a vangare la terra con i primi fiori di primavera.

L'autore: Chiara Longo

Chiara Longo è il caporedattore di Rockit.it. La sua più grande passione è la musica bella, ma le origini pugliesi e una nonna chef le hanno trasmesso l'amore per la cucina. Quando non è per concerti, guarda tantissime serie tv. Saltuariamente pubblica racconti brevi. Collabora anche con Dailybest e Serial Minds.

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