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Dalla Libreria dell’Acciuga alla Birrovia: il giro di Cuneo in un giorno

L’incontro con Nello ha inizio in una giornata di caldo, con il sole che picchia forte su tutta la Grand. Quando lo raggiungo nella sua libreria indipendente mi propone una pausa pranzo da Famù Bistrot, in Contrada Mondovì, a pochi passi dalla sinagoga.

Nello è il proprietario della libreria indipendente dell'Acciuga. Ci accompagna in un giro fra osterie, bistrot, birrerie e panorami della città

Foto di Maria Durando

È un posto estremamente piacevole, con una striscia di sedie e tavolini sulla via pedonale del centro storico e un interno accogliente. Trattano prodotti del territorio, soprattutto latte trasformato in ottimi yogurt e formaggi. Io prendo un menù pranzo fresco e abbondante, lui ordina un succulento tomino burger.

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Foto di Maria Durando

Di origini napoletane, Nello è nato e cresciuto a Cuneo. Per un periodo ha lavorato nella pizzeria di famiglia, la Margellina in via XX settembre, poi, due anni e mezzo fa, ha aperto La Libreria dell’Acciuga, in via Dronero. Me lo racconta con voce calma e modesta, sono io a doverlo incalzare. “L’idea di aprire non è stata improvvisa, era un sogno che covavo da tempo e credo che il lavoro della cucina e della pizzeria richieda un pizzico di fantasia, la stessa che si ritrova nei libri”. Nello però non si è improvvisato. “Ho seguito un corso della camera di commercio dedicato all’apertura di nuove attività”. 

Nello è il proprietario della libreria indipendente dell'Acciuga. Ci accompagna in un giro fra osterie, bistrot, birrerie e panorami della città

Foto di Maria Durando

Gli chiedo perché proprio l’acciuga. “Dronero, a pochi chilometri da Cuneo, era il paese degli acciugai”, racconta. “Uomini con botti ricolme di sale partivano alla volta dei territori montani per vendere acciughe proveniente dalla Liguria. È così che nasce il nome della libreria: è un tributo alla storia del nostro territorio”.

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Finito di pranzare Nello mi propone una passeggiata alla scoperta della “sua” città. Iniziamo con gli scorci emblematici: il primo è il profilo della Bisalta che si scorge lungo Viale degli Angeli, una passeggiata che consiglia caldamente, così vicino alle montagne che per lui sono casa; l’altro è la vista che si gode dal ponte pedonale che porta a Le Basse, un complesso sportivo dove arrampicare, affittare una canoa ma anche bersi una birra nel verde.

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Foto di Maria Durando

Un posto rilassante, da cui ammirare le arcate del Viadotto Soleri, bagnare i piedi nel fiume e passare una serata in compagnia. Le Basse, per me, è la quint’essenza dell’estate in Granda: relax, natura, fiumi e sport. Manca solo la musica, ma quella arriverà con il mitico evento estivo “Balla coi Cinghiali” che si svolge tutti gli anni, ad agosto, a Vinadio. Il claim recita: come Woodstock ma si mangia meglio. Una promessa eloquente. Mentre passeggio con Nello penso che quest’anno devo ancora prenotare il mio posto in tenda. “Nelle valli è pieno di attività durante tutto l’anno, ma in estate si scatenano”. C’è il parco fluviale Gesso e Stura o l’Area Protette delle Alpi Marittime che propongono calendari fittissimi e variegati.  

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Foto di Maria Durando

Nel frattempo mi porta davanti alla casa della scrittrice dei primi del ‘900 Carolina Invernizio, poi mi mostra il terzo scorcio: piazza Galimberti. Su questa immensa piazza inondata di sole, uno spazio da capitale europea in un piccolo capoluogo di provincia, si affaccia uno dei posti che intuisco essere più pregni di significato per Nello. Sulla destra, sopra un’arcata dei portici, si stagliano in controluce diversi profili cartonati e un microfono con l’asta posto davanti a un’unica figura riconoscibile: è l’avvocato Duccio Galimberti, riprodotto sul balcone dal quale il 26 luglio 1943, dopo la destituzione ufficiale di Mussolini, inneggiò la folla, i cuneesi e gli italiani tutti a proseguire la lotta di liberazione “fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista”.

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“Non esiste nessuna trascrizione di quel discorso. L’istituto storico della Resistenza, guidato da Livio Berardo, studiando gli interventi di cui è rimasta traccia e le memorie storiche collettive ha provato a ricostruirlo e qualche tempo fa un gruppo di attori lo ha replicato proprio da quel balcone. È stato davvero molto emozionante”, afferma Nello. “Questa per me è Cuneo”. Lentamente, passando sotto i portici di via Roma torniamo su via Dronero che lui chiama scherzosamente “la via del gusto”: “Certo se vuoi mangiare una pizza napoletana ti mando dai miei, alla Mergellina”, ride, “ma qui trovi un sacco di ottimi ristoranti: Bove’s, l’osteria Senza fretta, Ninfood”.

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Riapre la libreria, ci sediamo al centro degli scaffali. Lui, a proposito di gusto e acciughe in via Dronero, mi mostra tre volumi editi dalla piemontese Libri della Bussola: Il sale nelle vene, Mestieri andati e L’acciuga nel piatto.

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Poi spiega una cartina e mi illustra come raggiungere Le Basse. Mentre siamo chini sul tavolino, circondati da una selezione di libri stupefacente, bussa un ragazzo che trasporta su un carrello un fusto di birra. Si presenta, Davide Signori, e dopo essersi messo d’accordo con Nello prende a trafficare in un angolo. “Stasera avrà luogo la presentazione di un libro sul calcio inglese”, mi spiega. Davide è qui per montare una spillatrice di birra artigianale. Nel 2010 ha aperto Per una birra, beershop con possibilità di mescita e consumo al banco in Via Armando Diaz. “Vale la pena farci un salto, ma un altro posto in cui vado spesso dopo aver chiuso la libreria è la Birrovia, che ha sede nei vecchi locali della stazione”. Nello sorride, allarga le mani e le lascia cadere sulle cosce: «Questa per me è Cuneo», ripete.

L'autore: Martina Merletti

Martina Merletti nasce nel 1992 e va fiera del suo nome allitterante. Nel tempo libero si è diplomata alla Scuola Holden, laureata in Agraria all'Università di Torino e ora lavora nel mondo dell’editoria per Zanichelli e nella ristorazione langarola. Vive una scissione continua tra le parole e i luoghi: la stanzetta buia dello scrittore e l’aria aperta, gli insettini, i prati montani. È ben felice, dunque, di poter unire le due cose e raccontarvi che aria tira in quel del Piemonte.

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