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Talking Teens: il progetto che fa parlare le statue di Parma, parola di Garibaldi

Pronto? Salve, sono Giuseppe Garibaldi”. No, non è un caso di omonimia, dall’altra parte del mio smartphone c’è proprio il nostro patriota. Sono a Parma, nella piazza dedicata al generale. Il barbuto Garibaldi mi osserva dall’alto, il suo monumento è sempre stato lì, ha sempre visto tutto di noi parmigiani e anche di me: il mio primo concerto per il 25 aprile a pochi passi da lui, la prima “fuga” scolastica, quando con le amiche mi nascondevo nei bar del centro, perfino i primi appuntamenti col fidanzato di allora.  Lui sa tutto di me, ma io? Io che cosa so di lui?

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Dopo anni passati a guardarci in silenzio, oggi ho ricevuto la sua prima telefonata, perché quella di Garibaldi è una delle sedici statue della città che dal 18 maggio ha letteralmente trovato la propria voce grazie al progetto Talking Teens: le statue parlano.  Personaggi storici, volti noti della musica, ma anche simboli parmigiani raccontano se stessi attraverso una telefonata che ogni cellulare potrà ricevere tramite app, scaricabile dai principali app store, o telefonando a un semplice numero reperibile nei pressi dei monumenti.  Le statue coinvolte vanno così a creare un nuovo percorso tematico che permette di riscoprire la città e i suoi protagonisti.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Talking Teens nasce come iniziativa di valorizzazione culturale dei monumenti di Parma” mi spiega Paola Greci, ideatrice del progetto insieme all’associazione culturale Echo: “In questo percorso i personaggi scendono dal loro piedistallo per raccontarsi. Quello che si apprende in queste vere e proprie telefonate non è solo la biografia del personaggio in questione, ma la storia del monumento stesso e delle sue vicissitudini”. 

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Dietro ogni telefonata, la voce di un attore illustre come Franco Nero nei panni di Arturo Toscanini ed Elisabetta Pozzi in quelli di Arianna, a curare i testi, invece, alcune classi delle scuole superiori cittadine che hanno specificatamente adottato un’opera, per approfondirne le vicende biografiche ed artistiche e creare così il testo della telefonata.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci

La chiamata, della durata di circa 3 minuti ciascuna, è il risultato di un anno di lavoro nato dalla collaborazione delle classi con l’associazione Echo. Per i ragazzi infatti non  si è trattato solo di studiare la documentazione esistente su opera e personaggio: “ Abbiamo invitato gli studenti a un’ora di osservazione del monumento – mi racconta Paola Greci-  chiedendo poi  loro di  voltarsi di spalle e provare a descriverlo come se il racconto potesse aiutare una persona non vedente a immaginarsi l’opera, questo perché  le telefonate  non hanno supporto visivo. Poi, dopo alcuni incontri con storici ed esperti delle nuove tecnologie, le classi hanno preparato i testi in libertà.  Unico accorgimento: comunicare delle informazioni corrette nelle proprie telefonate”.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Ora che ho tutte le informazioni per comprendere il percorso, inizio la mia passeggiata. Ho una mappa fra le mani che mi illustra il tragitto da seguire e la sua durata: sono 4,4 km, più o meno 3 ore comprese le sedici telefonate. Eventualmente c’è anche la versione breve, quella che si snoda fra le vie principali, dura circa un’ora e i monumenti sono nove. Io, però, voglio vivere l’esperienza appieno e mi incammino.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci

Il cellulare squilla, sullo schermo una foto della dea alata: “Ehi, guarda su, sopra la colonna. Piacere, sono Vittoria!” Sono in Viale Toschi, di fronte al liceo artistico omonimo che ha curato il testo della scultura “Purtroppo non posso scendere, sono in equilibrio su un piede, questa colonna è alta 10 metri. Sembra marmo, vero? Invece l’interno è di cemento armato. Dalla testa al basamento misuro 24 metri”. Poco più avanti, in piazza della Steccata c’è invece il monumento a uno degli artisti simbolo della città: “ Io sono Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, perché sono minuto e dall’aspetto gentile. E poi sono nato proprio a Parma, in Vicolo delle Asse, nell’anno del Signore 1503. Qui ho imparato a dipingere nella bottega dei miei zii.”  Parmigianino è al telefono ma sta scappando: “Ah, forse li ho seminati… parliamo adesso prima che mi becchino ancora! La folla si era radunata sotto casa, credo che in mezzo ci fossero anche i confratelli di Santa Maria della Steccata”. Il vociare che sento in sottofondo è quello degli studenti del liceo scientifico Ulivi, l’idea del Parmigianino che fugge.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Questa nuovo modo per scoprire la città mi affascina e mi coinvolge. Mi perdo tra le vie come se non le avessi ma attraversate prima. Nei pressi della Casa della Musica di piazzale San Francesco trovo ben due monumenti: il gruppo scultoreo Ettore ed Anteo, all’interno del chiostro, datato tra il 1684 e il 1687 è il più antico di tutto il tour; fuori dal portone, l’opera che ritrae Giuseppe Verdi, inaugurata nel 2018,  è invece la più recente. È molto diversa da tutte le altre statue che ho incontrato nel percorso: è posizionata su una panchina sulla quale posso liberamente sedermi. Non aspetto nemmeno un secondo: mi accomodo accanto al Maestro, scatto qualche foto con lui e ascolto la sua telefonata: “Pronto! Ecco sì, sì, mi senti? Sono io, sì, Giuseppe Verdi. Guarda che lo so usare un telefono, l’hanno inventato ai miei tempi, come anche i raggi X, le automobili e il cinematografo!”.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Il Giuseppe Verdi della Casa della Musica è una “statua di strada”  mi specifica Paola Greci-  e ha proprio l’importante funzione di avvicinare il passante. Con Giuseppe Verdi cambia lo spazio urbano e la fruizione stessa del luogo.”  Giuseppe Verdi è l’unica personalità presente in ben due monumenti tra quelli coinvolti nel percorso, una particolarità che però non mi stupisce, noi parmigiani abbiano un debole per il compositore. Forse anche per questo la statua di strada è stata prescelta per essere l’unica ad avere una voce “fuori dal coro”: il testo della chiamata telefonica non arriva dalla scuola ma da Francesca Di Fazio, la vincitrice di un concorso indetto dagli organizzatori per scegliere il testo che meglio rappresentasse il Maestro. Francesca di Fazio, laureata in italianistica all’Università di Bologna, è una giovane che per lavoro si occupa di teatro: “Sono laureata in lettere e ho sempre fatto studi in campo teatrale, quando ho visto il concorso online ho pensato che utilizzare una scrittura tipica del teatro per dare voce a quello che è un oggetto inanimato fosse nelle mie corde. Quello che volevo trasmettere con il mio testo è la caparbietà del personaggio, il Maestro nella sua telefonata racconta come quasi stesse abbandonando la musica, eppure non si è lasciato scoraggiare dai diversi problemi, personali e storici, che lo hanno coinvolto. Volevo dare una speranza a chi si trovasse a passare davanti alla statua: bisogna avere coraggio e difendere le proprie passioni”.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci

A metà del tragitto arrivo in Piazzale della Pace. Ecco spuntare il monumento al Partigiano. Il telefono squilla. Rispondo. Sento spari in lontananza: “Attento! Accidenti! C’è mancato poco che venissi colpito in pieno. Stavi per fare la fine di quel giovane dietro di me, il Partigiano, ma lui, colpito a morte, non è un vinto, è un vincitore…”.

Garibaldi, Verdi, il Parmigianino, con l'app Talking Teens le statue di Parma raccontano la loro storia, basta chiamarli al telefono e risponderanno

Foto di Mariagiulia Bertucci

Dietro a queste parole riconosco l’attore Lino Guanciale. Ho avuto l’occasione d’incontrarlo durante l’inaugurazione di questo nuovo percorso turistico in città e mi ha raccontato che “Dare la voce al partigiano è stato un onore, ho lavorato a Parma per 5 anni e in quel periodo passavo sempre davanti alla statua, di tutti i monumenti inseriti nel progetto è quello che sentivo di più vicino al cuore, è un simbolo forte che riconosco anche io pur non essendo nato qui. Tra l’altro Piazzale della Pace e la Pilotta sono i miei luoghi preferiti della città, Talking Teens mi ha fatto un grande regalo. Tendiamo a mettere polvere su tutto, invece memoria non vuol dire noia, passatismo, vuol dire storia, vuol dire futuro”.

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Foto di Mariagiulia Bertucci, modella Caterina Carpanè

Supero Piazza Duomo, attraverso via Cavour e arrivo nella piazza centrale. Ecco Giuseppe Garibaldi. A dire la verità, il percorso non terminerebbe qui, ma ho volutamente scelto di tenere il nostro incontro, quello più importante, per ultimo. “Pronto? Sono Giuseppe Garibaldi”.  Ecco caro Giuseppe, d’ora in poi ogni volta che ci guarderemo sarà diverso: tu conosci i miei segreti, ma da  oggi anche io so tutto di te.

L'autore: Mariagiulia Bertucci

Classe 1986, 100% made in Parma, vive a Milano da più di 10 anni. Lavora come autrice per diversi programmi tv delle reti La7, Sky e Discovery. Portatrice sana di parmigianità, è orgogliosa delle sue origini emiliane e del suo nome composto, scritto tutto attaccato. Ama le storie di nera, i gatti rossi e tutto ciò che è fucsia.

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